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Ma’asè Mercavah
Opera del Carro. Costituisce tanta parte della mistica ebraica e della Qabbalah estatica o profetica di Avraham
Abulafia. Si ispira alle visioni di Ezechiele (Ez.1:1-28) e si collega alla letteratura degli Hekalot o Palazzi.
In una prospettiva esoterico – cabalistica, questi Palazzi sono altrettanti centri di consapevolezza, paragonabili ai
Chakras dell’induismo. Sono centri sottili e tuttavia hanno una corrispondenza nel corpo umano. Se si permette all’energia spirituale di scorrere e di soffermarsi in ciascuno di loro, non solo se ne trarrà motivo di benessere fisico e di purificazione ma sarà anche possibile accedere a visioni di esperienza
non ordinaria.
La ‘discesa’ nella Mercavah si configura, dunque, come un viaggio nella propria interiorità e tale viaggio sarà tanto più luminoso quanto più saremo stati capaci di alleggerire il carro, liberandolo di inutile zavorra.
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