Maimonide
Mosè Maimonide, medico cordovese (1135-1204). Si dedicò soprattutto all’interpretazione della legge ebraica (Halakhah). Anche se non può certo essere definito un cabalista, egli esercitò una notevole influenza su Abulafia. 
L’opera sua più nota è ‘La Guida dei perplessi’ terminata di scrivere in arabo nel 1190 e tradotta in ebraico nel 1204. Egli interpreta i principali concetti biblici servendosi del metodo aristotelico, anche se non concorda né con Aristotele né con la maggior parte dei cabalisti circa l’esistenza ab aeterno del mondo. 
Influenzato da Averroè arabo cordovese (1126-1198), egli sostiene il primato della ragione sulla fede. Nella maggior parte dei casi –dice Maimonide- non c’è contraddizione tra fede e ragione, in altri casi anche se la ragione non è in grado di provare alcune verità di fede, può almeno provare l’infondatezza delle tesi opposte. 
Io credo –dice Maimonide- (Guida, I, 71) che il vero metodo che elimina il dubbio consiste nello stabilire l’esistenza di Dio, la sua unità e la sua incorporeità coi procedimenti dei filosofi, procedimenti fondati sull’eternità del mondo. Ciò non perché io creda all’eternità del mondo o faccia a questo proposito qualche concessione; ma perché soltanto con questo metodo la dimostrazione diventa sicura e si ottiene certezza su tre punti: 1) che Dio esiste 2) che è uno 3) che è incorporeo, senza che importi decidere nulla rispetto al mondo cioè se esso sia eterno o creato…” 
Più avanti tuttavia (Guida II, 19), egli nega la necessità dell’Essere (Aristotele) e dunque l’eternità del mondo dicendo che il mondo avrebbe potuto essere diverso da quello che è e se, dunque, è quello che è, ciò è dovuto ad una libera scelta di Dio, una scelta creatrice:
Se al di sotto della sfera celeste vi è tanta disparità di cose, nonostante la materia sia una, tu puoi dire che tale disparità è dovuta all’influenza delle sfere celesti e alle posizioni differenti che la materia assume di fronte ad esse, come ha insegnato Aristotele. Ma la diversità che esiste tra le sfere stesse, chi ha potuto determinarla, se non Dio? (…) Dio ha determinato la direzione e la rapidità del movimento di ciascuna sfera, ma noi ignoriamo il modo in cui, nella sua saggezza egli ha effettuata la cosa”.
Quasi non ci fu tema con il quale Maimonide non ebbe a polemizzare con i cabalisti. Nota, per esempio, era la sua avversione all’astrologia, mentre nella tradizione cabalistica l’astrologia è addirittura considerata uno strumento di conoscenza soprattutto in riferimento alla ruota dello zodiaco o Galgal e all’asse del mondo o Teli.
Sull’astrologia egli scrisse due Epistole. La prima, diretta alla comunità yemenita, mira a sconfiggere l’idea, allora assai diffusa in quella comunità, di un’influenza delle grandi congiunzioni planetarie negli accadimenti storici. Egli così scrive agli yemeniti: 
Noto che siete inclini a credere nell’Astrologia e all’influenza delle congiunzioni planetarie, passate e future, sugli eventi umani. Dovete scacciare tali idee dalla vostra testa (…) I veri saggi, che siano o no religiosi, rifiutano di credere nella verità di questa scienza. I suoi postulati possono essere respinti con vere prove e su base razionale…” 
Nell’Epistola ai rabbini di Provenza del 1194, Maimonide polemizza con l’astrologia oraria la cui pratica era diffusa nelle comunità ebraiche del Mediterraneo e rispolvera l’idea che, in fondo, l’astrologia altro non sia che astrolatria.