Sephiroth
Sephiroth è stato spesso tradotto con ‘emanazioni’, facendolo derivare dall’etimologia greca, con ciò stabilendo un collegamento tra Qabbalah e neoplatonismo. Più corretta è la derivazione dall’ebraico Safor che significa contare e che delle Sephiroth fa dunque i numeri primordiali della creazione, ben distinti dai misparim o numeri ordinari. Com’è noto, tali numeri primordiali sono soltanto i primi nove, giacché il 10 non è altro che la riproposizione dell’unità e dunque la prima manifestazione della moltiplicazione. Non a caso la decima Sephirah (Malchuth) rappresenta la terra o il regno nella loro unità rappresentativa della molteplicità dei fenomeni.
Le Sephiroth sono perciò ‘luci’ o ‘pure forme’ del molteplice. Nella tradizione cabalistica, le Sephiroth si dispongono sui tre pilastri dell’Albero. A ogni Sephirah è attribuito un nome. Alla colonna centrale appartengono: 

1 Kether corona
6 Tiphereth bellezza e armonia
9 Yesod fondamento o generazione
10 Malchuth regno o terra
Alla colonna di destra: 
2 ‘Hochmah sapienza
4 ‘Hesed grazia
7 Netzach vittoria
Alla colonna di sinistra
3 Binah intelligenza
5 Gheburah forza e rigore
8 Hod splendore.
Nella Qabbalah medievale, i sette bracci della Menorah sono associati alle sette sephiroth inferiori: da ‘Hesed a Malkuth. Nel Sepher Temunah o Libro della figura, ‘il candelabro puro d’un sol pezzo lavorato a martello’ è identificato con Binah, la sephirah dell’intelligenza, e i sette bracci, con le sette sephiroth inferiori che da lei provengono. Mentre i 49 tra calici e boccioli che sono tutto un pezzo col candelabro, come è scritto in Esodo, formano le 49 porte dell’intelligenza cioè della sephirah Binah che ne è la Cinquantesima e che neppure a Mosé, come è detto nel Talmud (bRo’sh ha-shanah 21 b, bNedarim 38a.) fu dato oltrepassare.