Nuovo Lume Chimico

Nuovo Lume Chimico

 

 

ESTRATTO DALLA FONTE DELLA NATURA E DA ESPERIENZA MANUALE CUI SI AGGIUNGE UN TRATTATO
SUL SOLFO

 Trattato Quarto 

Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
Indice

Prefazione · Libro 1 · Libro 2 · Libro 3 · Libro 4 · Libro 5 · Libro 6 · Libro 7 · Libro 8 · Libro 9 · Libro 10 · Libro 11 · Libro 12 · Conclusione

 
IN CHE MODO I METALLI SI GENERANO
NELLE VISCERE DELLA TERRA
I metalli si producono in questo modo: dopo che i quattro elementi hanno proiettato le loro virtù nel centro della terra, l’Archeo distillando le sublima col calore di un moto perpetuo alla superficie della terra. Infatti la terra è porosa (“la terra del peccato”, “il sale della terra” 850gradi), e il vento stillando per i pori della terra si risolve in acqua, dalla quale nascono tutte le cose. Sappia pertanto il figlio della dottrina che lo sperma dei metalli non è diverso dallo sperma di ogni cosa, cioè un vapore umido; perciò gli Artisti cercano invano la riduzione dei metalli in materia prima, che è soltanto vapore. I Filo-sofi non intesero tale materia prima ma soltanto la materia seconda, così come disputa ottimamente Bernardo Trevisano, sebbene non così chiaramente, poiché parla dei quattro elementi, tuttavia volle dire questo e parlò soltanto con i figli.
Io invero per scoprire più chiaramente la Teorica, ho voluto qui ammonire tutti a badare bene di smettere con tante soluzioni, circolazioni, calcinazioni e reiterazioni; infatti si cerca inutilmente in una cosa dura una che di per sé è molle dovunque. Non si cerchi la prima, ma soltanto la seconda materia, certamente tale che non appena è stata concepita, non può mutarsi in altra forma. Ma se chiedi in che modo il metallo si riduca in tale materia, in questo seguo l’intento dei filosofi. Soltanto questo voglio ri-spetto agli altri: che i figli dell’arte comprendano il senso degli scritti e non le sillabe, e che dove la Na-tura termina, cioè nei corpi metallici, perfetti davanti ai nostri occhi, lì l’arte deve cominciare.
Ma per ritornare allo scopo (poiché qui il nostro scopo non è sulla sola pietra) trattiamo ora della materia dei metalli. Poco prima ho detto che tutte le Cose nascono da un’aria liquida o un vapore, che gli Elementi distillano con un moto perpetuo nelle visceri della terra: questo, l’Archeo della Natura, do-po averlo ricevuto, lo sublima attraverso i pori, e lo assegna con la sua sagacia a ciascun luogo (come abbiamo riferito in precedenza) e così anche per la varietà dei luoghi le cose appaiono e nascono diverse. Alcuni credono che Saturno abbia un seme, l’oro un altro, e così di conseguenza i restanti metalli. Ma queste sono falsità; infatti il seme è uno soltanto, il medesimo si trova in saturno come nell’oro, nella Luna come in Marte; ma il luogo della terra fu diverso, se mi comprendi rettamente; quantunque la natura abbia concluso più rapidamente nella Luna che nel Sole, e così per gli altri.
Quando infatti quel vapore si sublima dal centro della terra, passa per luoghi o freddi o caldi. Per-tanto se il vapore passa attraverso luoghi caldi e puri, dove la grassezza del solfo aderisce alle pareti, il vapore che i Filosofi hanno chiamato Mercurio dei Filosofi si adatta e congiunge a quella grassezza che poi sublima con sé; allora diviene untuosità, abbandonato il nome di vapore prende il nome di grassez-za, e questa poi giungendo per sublimazione ad altri luoghi, che il vapore precedente ha già purgato, dove v’è terra sottile, pura e umida, ne riempie i pori e si unisce a quella; e così diviene Sole; ma se quella grassezza giunge a luoghi impuri e freddi, diviene Saturno; se invece tale terra è pura e umida e mista al solfo diviene Venere etc.
Tanto più infatti è depurato il luogo, tanto più belli sono i metalli che rende: infatti bisogna sapere che quel vapore esce continuamente dal centro verso la superficie, e passando purga i luoghi. Da ciò av-viene che oggi si trovino miniere in luoghi dove mille anni prima non ve n’era alcuna; infatti col suo procedere assottiglia sempre il crudo impuro, traendo seco successivamente il puro. E questa è la reite-razione e la circolazione della Natura; si sublima tanto a lungo, producendo cose nuove, sinché il luogo sia ottimamente depurato; e tanto più è depurato tanto più nobili cose produce.
Ma d’inverno, quando l’aria fredda rinserra la terra, anche quel vapore untuoso si congela; questi poi, al ritorno della primavera si mescola insieme alla terra e all’acqua; e diviene una magnesia che at-tira sé un Mercurio simile dell’aria, che dà vita a tutte le cose per mezzo dei raggi del Sole, della Luna e delle stelle, e così produce fieno, fiori, e simili; infatti la Natura non ozia nemmeno per un istante. I me-talli invero sono così procreati, la terra è purgata per una lunga distillazione, poi con l’aggiunta della grassezza essi si generano. Non compaiono in altro modo, come è opinione falsa di alcuni che interpretano malamente gli scritti dei Filosofi.