Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
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DELLA SECONDA MATERIA E DELLA
PUTREFAZIONE DELLE COSE
Abbiamo detto della prima materia delle cose e come nascono le cose dalla Natura senza un seme, cioè in che modo la Natura prende dagli elementi la materia da cui genera il seme. Ora invece parleremo del seme e delle cose generate da un seme. Qualunque cosa avente seme si moltiplica in quello, ma ciò non avviene senza l’aiuto della Natura; il seme non è null’altro se non aria congelata in qualche corpo, ossia vapore umido; e se questo non si scioglie anche con un vapore caldo non è di alcuna utilità. Sappiano pertanto gl’investigatori dell’arte cosa sia il seme, perché non cerchino una cosa che non è; e sappiano che quello che è prodotto dai quattro elementi è triplo. Il primo del quale qui si parla è MINERALE, il secondo VEGETALE, il terzo ANIMALE.
Il seme MINERALE è conosciuto dai Filosofi; il VEGETALE è comune e volgare, come vediamo nei frutti; l’ANIMALE si conosce per immaginazione. Il vegetale ci mostra come la natura lo crea dai quattro Elementi. Infatti bisogna sapere che l’inverno è causa di putrefazione, poiché congela gli spiriti vitali negli alberi; e quando questi col calore del Sole (nel quale è una forza magnetica attrattiva di ogni umidità) si sciolgono, allora il calore di natura, eccitato dal movimento, spinge verso la circonferenza vapore acqueo sottile che apre i pori dell’albero e fa stillare gocce, separando sempre il puro dall’impuro.
Talvolta tuttavia l’impuro precede il puro; * il puro resta e si congela in fiori, l’impuro se ne va in foglie, il grosso e lo spesso in corteccia. La corteccia dell’albero resta fisica, le foglie cadono o per il freddo o per il caldo, quando i suoi vapori sono ostruiti. I fiori si congelano in un colore tale qual è lo stesso calore, e portano frutto e seme (come il pomo in cui è lo sperma, dal quale nasce l’albero; ma in quello sperma sta intrinsecamente il seme o grano, dal quale nasce l’albero anche senza sperma; infatti la moltiplicazione non avviene nello sperma, ma nel seme). Così vediamo chiaramente la Natura creare il seme dai quattro elementi, perché noi non si fosse occupati in ciò inutilmente; infatti ciò ch’è stato creato non ha bisogno di un creatore. Qui basti con questo esempio aver avvertito il lettore, e torno all’argomento minerale.
La Natura crea il seme Minerale o dei Metalli nelle viscere della terra: perciò non si creda che un tale seme sia nella Natura delle cose, perché è invisibile. Ma non è cosa da meravigliarsi che gl’ignari dubitino, poiché da quelli non è percepito ciò che sta davanti agli occhi, molto meno lo sarà questo ch’è nascosto invisibilmente: ma è verissimo che ciò che sta più in alto non è se non questo che sta più in basso e viceversa ciò che nasce sopra la terra nasce dalla medesima fonte di quello che sta sotto, nelle viscere della terra.
E quale prerogativa hanno i vegetali rispetto ai metalli, perché DIO imponesse un seme a quelli, e questi escludesse senza motivo? Forse che i metalli non hanno presso Dio la medesima dignità degli alberi? Questo sia stabilito per certo: nulla cresce senza un seme. Infatti dove non v’è alcun seme la cosa è morta. Pertanto è necessario che o i quattro elementi creino il seme dei metalli, o che li producano senza seme: allora non possono diventare perfetti, perché qualunque cosa senza seme è imperfetta a causa del composto: chi non presta fede a questa indubbia verità non è degno di scrutare i segreti della natura. Nulla infatti nasce sulla terra che manchi di seme.
Il seme dei metalli è davvero e realmente immesso dentro di loro. Peraltro la loro generazione avviene così. I quattro elementi nella prima operazione della natura stillano, per mezzo dell’Archeo della Natura, un pesante vapore acqueo nel centro della terra, e questo è il seme dei metalli, ed è detto Mercurio per la sua fluidità e unione a qualunque cosa, non per la sua essenza, ed è assimilato al solfo per il suo calore interno; e dopo la congelazione è l’umido radicale. E sebbene il corpo dei metalli sia stato procreato dal Mercurio, il che deve essere inteso del Mercurio dei Filosofi, tuttavia non bisogna ascoltare coloro che reputano che il Mercurio del volgo sia il seme dei metalli, e così prendono il corpo al posto del seme, non considerando che anche il detto Mercurio del volgo ha in sé il suo seme. Gli errori di costoro appariranno dal seguente esempio.
È manifesto che gli uomini hanno un seme in cui si moltiplicano. Il corpo dell’uomo è il Mercurio; ma il seme sta occulto nel corpo, e al suo confronto la quantità è esigua. Chi pertanto vuol generare un uomo non prenda il Mercurio, ch’è il corpo, ma il seme vapore acqueo congelato. Così i chimici volgari procedono malamente nella rigenerazione dei metalli: sciolgono i corpi metallici, sia il Mercurio, l’oro, Saturno, la Luna, e li corrodono con acque forti e altre cose eterogenee non richieste per la vera arte; poi uniscono, non sapendo che da un corpo umano smembrato non si genera un uomo, perché questa composizione è preceduta dalla corruzione del corpo e dalla distruzione del seme.
Qualsiasi cosa si moltiplica in maschio e femmina, come menzionai nel trattato sulla duplice materia. La divisione dei sessi non crea né produce nulla, ma la loro debita unione produce una nuova forma. Quindi si debbono prendere i semi o gli spermi, e non i corpi: PRENDI dunque il maschio e la femmina, vivi; unisci questi insieme perché tra loro s’immaginino uno sperma per procreare il frutto della loro Natura. Inoltre nessun mortale creda di poter fare la prima materia: La prima materia dell’uomo è la terra e nessun uomo può creare un uomo da quella, solo Dio fa questo; ma dalla materia seconda, che è già stata creata, se è stata posta nel debito luogo, con la cooperazione della Natura facilmente si genererà ciò della cui forma è il seme.
L’artefice qui non fa nulla a meno che non sappia separare il sottile dallo spesso e porre nel debito vaso. Infatti bisogna considerare questo, che la cosa come comincia, così finisce: da uno si fanno due, da due uno; e non oltre. Uno è Dio; da questo Dio Uno è generato un figlio: Uno dette due, due dettero uno Spirito Santo procedente da entrambi: così è stato fatto il mondo e così sarà la sua fine. Considera con la massima esattezza i quattro punti precedenti: in essi hai il Padre, il Padre e il figlio, in ultimo lo S.S., hai i quattro Elementi; hai i quattro luminarî, due Celesti, due centrali. Non v’è, non vi fu, non vi sarà nulla di più di quanto appare da questa figura. Se dovessi segnalare tutti i misteri che si possono estrarre da qui ne nascerebbe un grosso volume.
Torno all’argomento e ti dico il vero, figlio mio, non si crea uno da uno, poiché questo è proprio solo di Dio; ti basti poter da due creare uno utile per te. Sappi pertanto che lo sperma moltiplicativo è la materia seconda e non la prima: infatti la prima materia delle cose non si vede, è occulta nella Natura o negli Elementi; la seconda invece appare talvolta ai figli della dottrina.
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