Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
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DELLA COMMISTIONE DEI METALLI O DELL’ESTRAZIONE
DEL SEME METALLICO
Abbiamo detto della Natura, dell’Arte, del Corpo, dello Sperma e del Seme. Ora passiamo alla prassi, cioè in che modo i metalli si debbano mescolare e quale sia la loro intercorrispondenza. Sappi pertanto che una donna non differisce da un uomo, nascono da un medesimo seme entrambi, e in una sola matrice, nulla mancò se non la digestione, e in quanto la matrice è più pura nel sangue e nel sale; così la Luna proviene dal medesimo seme del Sole e dalla medesima matrice, ma la matrice ebbe più acqua che non sangue digerito, secondo il tempo della Luna celeste.
Ma perché tu possa immaginare più facilmente in che modo i metalli si uniscono, per emettere e ricevere il seme, osserva con attenzione il cielo e le sfere dei pianeti: vedi che Saturno è il più elevato, cui segue Giove e a questo Marte, poi il Sole che Venere segue, questa Mercurio, nell’ultimo luogo si stabilisce la Luna. Considera ora che le virtù dei pianeti non salgono ma scendono; ha dimostrato ciò la stessa esperienza poiché da Venere non si fa Marte, ma da Marte si fa Venere, in quanto inferiore di una sfera; così anche Giove si tramuta facilmente in Mercurio, perché Giove è il secondo dal firmamento e Mercurio è il secondo dalla terra. Saturno è il primo dal cielo, la Luna la prima dalla terra. Il Sole si mescola a tutti, ma non è mai reso migliore dagl’inferiori. D’altra parte non ti sfugga che v’è una grande corrispondenza tra Saturno e Luna, in mezzo ai quali sta il Sole, così come tra Giove e Mercurio in mezzo ai quali anche sta il Sole; chiaramente allo stesso modo tra Marte e Venere, i quali anche hanno il Sole intermedio.
I chimici fanno mutare il ferro in rame, ossia Venere, senza il Sole; fanno anche Mercurio da Giove; vi sono anche alcuni che preparano la Luna da Saturno, ma se sapessero amministrare la natura del Sole a queste mutazioni, certamente troverebbero una cosa più preziosa di qualunque tesoro. Perciò dico che non si deve ignorare quali metalli si debbano unire l’un l’altro e di quali la natura corrisponda alla natura. Per cui si conosce un solo metallo che ha il potere di consumare gli altri, infatti è quasi come la loro acqua e quasi la loro madre: una cosa soltanto, cioè l’umido radicale del Sole e della Luna gli resiste ed è reso migliore per suo mezzo; ma, per svelarlo, si chiama chalybs.
Se l’oro si unisce undici volte con lui, emette il suo seme ed è indebolito quasi sino alla morte. Il Chalybs concepisce e genera un figlio più chiaro del padre; poi quando il seme dell’ormai nato è posto nella sua matrice, la purga e la fa mille volte più adatta a portare ottimi frutti. V’è anche un altro Chalybs, che si assimila a questo, creato per sé dalla natura, che sa estrarre dai raggi del Sole (con mirabile forza e virtù), ciò che tanti uomini cercarono, e che è il principio della nostra opera.
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