Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
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DELLA GENERAZIONE DEL FIGLIO SOPRA
NATURALE DEL SOLE
Abbiamo trattato delle cose che crea la Natura e di quelle che ha creato Dio; in modo che gli scrutatori dell’arte comprendessero molto più facilmente la possibilità della natura. Ma per non rinviare troppo a lungo affronto il modo e l’arte di fare la pietra dei Filosofi. La pietra o tintura dei Filosofi non è altro se non Oro digerito al massimo grado. Infatti l’Oro del volgo è come un’erba senza seme, quando matura produce seme; così l’oro quando matura dà seme o tintura.
Ma qualcuno chiede perché l’oro o un altro metallo non produca seme. Si dà questo motivo, del perché non può essere maturo, che non ha sufficiente calore per la crudezza dell’aria; e in alcuni luoghi capita che si trovi oro puro che la natura volle condurre a perfezione, ma fu impedita per la crudezza dell’aria. Per esempio vediamo che in Polonia gli alberi dei Pomi d’arancio crescono come gli altri alberi. In Italia e altrove, dove sta il loro suolo nativo danno e portano frutti, perché hanno sufficiente calore; ma non in questi luoghi più freddi: infatti quando dovrebbero maturare si arrestano perché sono oppressi dal freddo, cosicché in questi luoghi non si avranno mai dalla Natura i loro frutti. Ma se a un certo punto s’aiuta la natura soavemente e ingegnosamente, allora l’arte compie quello che la natura non ha potuto.
Chiaramente nei metalli avviene la stessa cosa: l’Oro può dare frutto e seme, nel quale si moltiplica, col lavoro di un artista sagace che sa spingere oltre la natura; ma se vuol tentare questo senza la natura, sbaglierà. Infatti non solo in quest’arte ma in ogni cosa non possiamo fare altro che aiutare la Natura; e ciò con nessun altro mezzo se non col fuoco e il calore. Ma quando ciò non può avvenire, dato che nel corpo metallico congelato non appaiono spiriti, occorre che prima il corpo sia dissolto e i suoi pori siano aperti, in modo che la natura possa operare. Ma su quale debba essere quella dissoluzione, vorrei che il lettore fosse avvertito che la dissoluzione è duplice, sebbene vi siano molte altre dissoluzioni, ma inutili; una soltanto è vera naturale, la seconda è violenta e sotto questa sono comprese tutte le altre.
La naturale è tale che i pori del corpo si aprano nella nostra acqua, in modo che sia emesso un seme digerito e sia posto nella sua matrice: ma la nostra acqua è un’acqua celeste che non bagna le mani, non del volgo, quasi pluviale: il corpo è l’oro che dà il seme: la nostra luna (non l’argento del volgo) è colei che riceve il seme dell’oro. Poi si regge con il nostro fuoco continuo per sette mesi e talvolta per dieci, sino a che la nostra acqua consume tre e lascia uno; e ciò in doppio. Poi si nutre del latte della terra o della sua grassezza che nasce nelle mammelle della terra, e si regge e si preserva dalla putrefazione col sale di Natura. E così è generato quell’infante della seconda generazione. Ora passiamo dalla teorica alla prassi.
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