Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
|
|
DELLA PRASSI E DELLA CONFEZIONE DELLA PIETRA
O TINTURA PER MEZZO DELL’ARTE
Il discorso sulle cose si è disteso per così tanti capitoli con esempî perché si comprendesse molto più facilmente la prassi, che si deve fare imitando la natura in questo modo. PRENDI. Della nostra terra per XI gradi XI grani; del nostro oro, e non del volgare, grano I. Della nostra luna non volgare grani II. Ma bada a questo: che tu non prenda l’oro o l’argento del volgo; infatti questi sono morti; prendi i nostri che sono vivi. Poi poni nel nostro fuoco, e si farà allora un liquido secco; prima la terra si dissolverà in un’acqua che è detta Mercurio dei Filosofi, e quest’acqua dissolverà i corpi del Sole e della Luna, e li consumerà in modo che non rimanga se non la decima parte con una parte, e questo sarà l’umido radicale metallico.
Poi PRENDI l’acqua del sal nitro dalla nostra terra, nella quale sta il rivolo e l’onda viva se scavi una fossa sino alle ginocchia, prendi pertanto l’acqua da quella, ma prendila chiara, mettivi dentro quell’umido radicale e poni nel fuoco di putrefazione e generazione, non tale come facesti nella prima operazione. Reggi tutte le cose con grande ingegno sinché compaiano colori come la coda di un pavone, reggi digerendo e non ti stancare sinché i colori scompaiano e appaia dappertutto solo il color verde, e così per gli altri; e quando vedrai sul fondo ceneri di color bruno, e l’acqua quasi rossa, aperto il vaso intingi una piuma, ungi del ferro; se tinge abbi pronta quell’acqua di cui poi si parlerà e versa tanto di quell’acqua quanto entrò di aria cruda, di nuovo cuoci col fuoco di prima sinché tinga di nuovo. Sino a qui giunse la mia esperienza; non posso oltre, non trovai oltre.
Ma quell’acqua deve essere il mestruo del mondo, della sfera della Luna, rettificato tante volte da poter calcinare il Sole: qui ho voluto scoprirti ogni cosa, e se talvolta comprenderai il mio pensiero e non la sillaba, ti ho rivelato tutto, specialmente nella prima e nella seconda opera. Ma resta ancora da dire del fuoco. Il primo fuoco ossia della prima operazione è fuoco di un solo grado, continuo, che circonda la materia; il secondo è fuoco naturale che digerisce e fissa la materia. Ti dico la verità perché ho reso manifesto il regime del fuoco, se comprendi la natura. Resta ancora da parlare del vaso. Deve essere vaso di Natura, e ne bastano due: il vaso della prima opera si deve fare rotondo. Nella seconda poco meno, di vetro, come una fiala o un uovo.
Ma per tutte le cose sappi che il fuoco di Natura è unico, qualunque cosa compia di diverso lo fa la distanza dei luoghi; similmente è unico il Vaso di Natura, ma noi per abbreviare ci serviamo di due: una sola materia, ma da due sostanze. Pertanto se volgi la mente alle cose da creare, considera prima le cose create: se non puoi comprendere queste, che osservi con i tuoi occhi, molto meno comprenderai le cose da creare che desideri produrre. Sappi infatti che tu non puoi creare nulla, poiché è proprio di Dio solo; ma rendere apparenti le cose occulte che si celano nell’ombra, e levare l’ombra da quelle: questo è stato concesso da Dio, per mezzo della natura, al Filosofo che comprende.
Considera, ti prego, la semplice acqua di nube: forse si crederebbe mai che quella contiene in sé tutto ciò che ha il mondo, pietre dure, sali, aria, terra, fuoco, mentre tuttavia di per sé appaia semplice acqua? Che dirò della terra, che in sé contiene acqua, fuoco, sali, aria, e di per sé sembra terra nuda? O mirabile natura! Che sa dall’acqua produrre nella terra frutti mirabili e fornire ad essi la vita dell’aria. Tutte queste avvengono e gli occhi degli uomini volgari non le vedono, ma gli occhi dell’intelletto e dell’immaginazione le percepiscono con una visione vera, verissima. Infatti gli occhi dei Sapienti vedono la natura altrimenti dagli occhi comuni. Per esempio gli occhi del volgo vedono che il Sole è caldo, ma gli occhi dei Filosofi vedono che il Sole piuttosto è freddo; ma i suoi movimenti sono caldi. Infatti i suoi atti ed effetti si comprendono per la distanza dei luoghi.
Il fuoco di natura è uno e medesimo con lui: infatti così come il Sole è il centro tra le sfere dei pianeti e da questo centro del cielo sparge al di fuori con il suo movimento il calore, così nel centro della terra sta il sole della terra, che con il suo movimento perpetuo spinge in alto verso la superficie della terra il calore o i raggi. Quel calore intrinseco è molto più efficace di questo fuoco elementale, ma è temperato dall’acqua terrestre che di giorno in giorno penetra i pori della terra e la raffredda; così l’aria che di giorno in giorno tempera il Sole celeste e il suo calore: e se non fosse così per un tale calore tutte le cose si consumerebbero e non nascerebbe alcunché. Infatti così come quel fuoco invisibile o calore centrale consumerebbe tutte le cose senza l’intercessione dell’acqua, così il calore del Sole distruggerebbe tutte le cose senza l’intermediazione dell’aria. Ma dirò brevemente in che modo questi Elementi interagiscono tra di loro.
Nel centro della terra sta il Sole centrale che col movimento suo o del suo firmamento produce un gran calore che si estende sino alla superficie della terra. Quel calore causa l’aria in questo modo: la matrice dell’aria è l’acqua, che genera figli della sua natura, ma dissimili e molto più sottili; infatti quando si è negato ingresso all’acqua, entra l’aria; pertanto quando quel calore centrale ch’è perpetuo, agisce, fa distillare l’acqua e la fa riscaldare e così quell’acqua per la forza del calore si converte in aria, e in questo modo irrompe alla superficie della terra, perché non sopporta di stare racchiusa; dove poi si è raffreddata, si risolve in acqua. Anche se talvolta in luoghi opposti non esce solo aria ma anche acqua, come appare quando si sollevano in aria nere nubi, della qual cosa ti sia fatto questo esempio casalingo. Si faccia scaldare dell’acqua in una pignatta; vedrai, con fuoco lento, vapori e venti lenti. Con un fuoco più veemente appariranno nubi più spesse. Quindi nello stesso modo agisce il calore centrale, eleva in aria l’acqua sottile, distribuisce alla terra ciò ch’è spesso per sale o grassezza, onde nascono le varie cose e il residuo diventano pietre o sassi.
Qualcuno potrebbe obiettare che se le cose avvengono così, allora questo dovrebbe avvenire continuamente, mentre tuttavia, spesso, non si sente alcun vento. Rispondo che se non si versa violentemente l’acqua nel vaso distillatorio non si ha vento; infatti poca acqua eccita un piccolo vento: vedi che non si hanno sempre tuoni anche se vi è pioggia e vento, ma soltanto quando per la forza dell’aria l’acqua agitata è portata sino alla sfera del fuoco, infatti il fuoco non sopporta l’acqua. Hai un esempio dinanzi agli occhi quando si versa acqua fredda in una fornace calda, onde si eccitano i tuoni. Ma il motivo per cui l’acqua non entra uniformemente in quei luoghi e in quelle cavità, è che vi sono molti vasi e luoghi di questo tipo; talvolta una concavità spinge fuori da sé per alcuni giorni e mesi, l’acqua con i venti, sino a che vi sia di nuovo il contraccolpo dell’acqua: come vediamo nel mare, i cui flutti talvolta si muovono per molte miglia prima di urtare contro un rimbalzo, per cui tornano indietro. Ma veniamo al nostro argomento.
Dico che il fuoco o il calore è la causa del moto dell’aria e la vita di tutte le cose; e la terra è la nutrice o il ricettacolo di tutte queste. Ma se non vi fosse l’acqua che raffredda la terra e la nostra aria, allora la terra si seccherebbe per queste due ragioni: per il calore del moto centrale e del sole celeste. Tuttavia ciò accade in alcuni luoghi quando i pori della terra sono ostruiti, cosicché l’umido non può penetrare, allora per la corrispondenza del sole celeste con quello centrale (perché hanno tra loro una forza magnetica) la terra è incendiata dal Sole; così anche un giorno cadrà la pesante orbita del mondo. Fai pertanto in modo che nella nostra terra si faccia una tale operazione, cosicché il calore centrale possa mutare l’acqua in aria, in modo che esca sulla superficie del mondo e spanda, come ho detto, il residuo attraverso i pori della terra; e allora all’opposto l’aria si muterà in un’acqua molto più sottile di quanto fu prima; e questo si farà così, se darai da inghiottire al nostro vecchio oro e argento, in modo che questo si consumi, e infine anche quello prossimo a morire sia bruciato, le sue ceneri siano sparse in acqua, cuocila sino a che sia abbastanza, e avrai una medicina che cura la lebbra.
Bada solo a questo, che tu non prenda il freddo per il caldo o il caldo per il freddo, mescola le nature alle nature, se vi è qualcosa che è contrario alla natura (perché una sola ti è necessaria) separala, in modo che la natura sia simile alla natura; fai ciò col fuoco, non con la mano, e sappi che se non seguirai la natura tutto sarà vano. E qui ti ho detto per il Santo Dio ciò che deve il padre al figlio. Chi ha orecchie oda, e chi ha intelligenza faccia attenzione.
|