Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
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DELLA PIETRA E DELLA SUA VIRTÙ
In precedenza abbiamo parlato sufficientemente della produzione delle cose naturali, degli Elementi, della materia prima e della seconda, dei corpi e dei semi, del loro uso e della loro virtù. Ho anche scritto la prassi per preparare la pietra dei Filosofi. E ora rivelerò della sua virtù, tanto quanto mi ha concesso la natura e mi ha rivelato l’esperienza. Ma perché io esprima ancora sommariamente e brevemente l’argomento di tutti questi trattati, in modo che il lettore timoroso di Dio segua il mio pensiero e la mia opinione, le cose stanno così.
Se qualcuno dubita della verità dell’arte, legga innumerevoli scritti verificati dalla ragione e dall’Esperienza, degli antichissimi filosofi ai quali, in quanto degni di fede, non si può negare fiducia nella loro arte. Ma se qualcuno non presta loro fede, allora abbiamo imparato che non si deve discutere con chi nega i principî. Infatti i sordi e i muti non possono parlare. Infatti quale prerogativa avrebbero in questo mondo tutte le cose rispetto ai metalli? Perché escludere immeritatamente questi soli, rifiutando loro il seme, dalla benedizione universale della moltiplicazione che viene dal Sommo Creatore, quando le Sacre Scritture affermano che sin dalla creazione del mondo fu subito imposta e impartita a tutte le cose create? Ma se hanno seme chi è così stupido da non credere che si possono moltiplicare nel loro seme?
L’arte Chemica nella sua natura è vera; anche la natura è vera, ma raramente si ha un vero artefice: una sola natura, una sola arte, ma molti artefici. D’altronde la natura crea le cose dagli elementi, le genera per volere di Dio dalla materia prima che solo Dio conosce; la natura crea le cose e le moltiplica dalla seconda materia che i Filosofi conoscono. Nulla si fa nel mondo senza il volere di Dio e della natura. Infatti qualsivoglia elemento sta nella sua sfera, ma l’uno non può stare senza l’altro, l’uno vive dell’altro e tuttavia non si accordano; ma l’acqua è il più degno di tutti gli elementi perché è la madre di tutte le cose: su questa galleggia lo spirito del fuoco.
A causa del fuoco, l’acqua si fa materia prima, per la lotta cioè del fuoco con l’acqua; e così si generano venti o vapori adatti a congelarsi con la terra; per mezzo dell’aria cruda che sin dall’inizio fu separata da quella. E ciò avviene senza termine, per moto perpetuo. Poiché il fuoco ossia il calore non è eccitato altrimenti se non dal moto, il che si può vedere facilmente presso un fabbro ferraio mentre consuma con la lima di ferro, che con un moto piuttosto energico si riscalda come se diventasse incandescente al fuoco. Quindi il moto causa calore, il calore muove l’acqua, il moto dell’acqua è causa dell’aria, vita di tutti i viventi. Pertanto, come ho detto prima, le cose crescono in questo modo, cioè dall’acqua. Infatti dal vapore più sottile di quella provengono cose sottili, lievi, ma dall’olio della medesima quelle pesanti e di maggiore pregio; d’altra parte dal sale provengono cose molto più belle delle precedenti.
Poiché però la natura talvolta è impedita dal poter produrre cose pure: perché il vapore, la grassezza, il sale si sporcano e si mescolano ai luoghi della terra: perciò l’esperienza ci ha insegnato a separare il puro dall’impuro. Pertanto se vuoi che la natura si migliori in atto dissolvi qualsivoglia corpo, e separa l’eterogeneo che si è attaccato alla natura, purga, congiungi le cose pure alle pure, le cotte alle cotte, le crude alle crude, secondo il peso della natura e non della materia. Infatti sappi che il salnitro centrale non acquisisce più terra di quel di cui abbisogna, che sia pura o impura. Ma la grassezza dell’acqua si comporta altrimenti, infatti non si ha mai pura; l’arte la purga con un duplice calore e infine la congiunge.
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