Nuovo Lume Chimico

Nuovo Lume Chimico

 

 

ESTRATTO DALLA FONTE DELLA NATURA E DA ESPERIENZA MANUALE CUI SI AGGIUNGE UN TRATTATO
SUL SOLFO

 Epilogo 

Dell’autore è anagramma
DIVI LESCHI GENUS AMO
(AMO IL GENERE DEL DISCORSO DIVINO)
Traduzione di
LUCA IL REAL POLO
USAMI RAZIOCINIO
Indice

Prefazione · Libro 1 · Libro 2 · Libro 3 · Libro 4 · Libro 5 · Libro 6 · Libro 7 · Libro 8 · Libro 9 · Libro 10 · Libro 11 · Libro 12 · Conclusione

 
EPILOGO
OSSIA CONCLUSIONE DI QUESTI DODICI TRATTATI
Ho scritto, amico lettore, i dodici precedenti trattati in favore dei figli dell’arte, perché prima di mettere mano all’opera avessero nota l’operazione della natura, cioè in che modo quella operando produca le cose; perché non varcassero la porta senza chiavi, né attingessero acqua con un setaccio: infatti fatica inutilmente colui che pone mano ai lavori senza la conoscenza della natura. In questa santa e verissima scienza si trova nelle tenebre colui per cui non brilla il sole, resta in una spessa ombra quello cui di notte non appare la luna.
Infatti la natura ha una sua propria luce che non è accessibile ai nostri occhi; per i nostri occhi l’ombra della natura è il corpo ; ma se la luce della natura illumina qualcuno, a quello è tolta immediatamente l’oscurità degli occhi, e può scorgere senza impedimento il punto del nostro magnete che corrisponde a entrambi i centri dei raggi, cioè del sole e della terra. A tal punto infatti è penetrante la luce della natura e rende manifeste le cose interne, della qual cosa eccoti un esempio: un adolescente di dodici anni e una fanciulla della medesima età indossino un’identica veste; se si pongono accanto, nessuno riconoscerà chi sia il maschio e chi la femmina; infatti i nostri occhi non sono penetranti, perciò la nostra vista c’inganna e prende per vere cose false. Ma quando sono denudati, tolte le vesti, in modo che appaia quale natura li ha formati, entrambi si riconoscono facilmene nel loro sesso.
Proprio allo stesso modo il nostro intelletto fa ombra all’ombra della natura: infatti il corpo nudo dell’uomo è l’ombra della natura del seme. Infatti come il corpo umano è coperto dai vestiti, anche la natura umana è coperta dal corpo, e Dio si è riservato il coprirla e lo scoprirla. Qui potrei dissertare lungamente e filosoficamente sulla dignità dell’uomo, sulla sua creazione e generazione. Ma poiché non è questo il luogo, queste cose sono da lasciare in silenzio; dirò solo poche cose sulla sua vita. L’uomo, creato dalla terra , vive dell’aria; infatti nell’aria sta l’occulto cibo della vita, che noi chiamiamo di notte rugiada, di giorno acqua rarefatta , il cui spirito invisibile congelato è migliore della terra intera. O santa e ammirevole natura, che non lasci errare i figli della dottrina, così come dimostri quotidianamente nella vita umana!
Tuttavia in questi dodici trattati ho rese menifeste così tante ragioni naturali che il lettore bramoso e timoroso di Dio potrà molto più facilmente comprendere tutte quelle cose che ho visto, con la benedizione di Dio, con i miei occhi, e ho fatto con le mie mani senza alcuna frode di sofisticazione. Infatti senza la luce e la conoscenza della Natura è impossibile perseguire quest’arte, a meno che a qualcuno non capiti per una singolare rivelazione divina o grazie alla segreta dimostrazione di un amico. È una cosa vile e preziosissima e dopo averla descritta tante volte ora la ripeto di nuovo.
PRENDI X parti d’aria, I parte d’oro vivo o di luna viva. Poni tutte queste cose nel tuo vaso; cuoci quest’aria in modo che dapprima sia acqua e poi non più acqua. Se ignori questo e non sai cuocere l’aria, senza alcun dubbio errerai; invero è questa la materia dei vecchi Filosofi. Infatti devi prendere ciò che è ma non si vede, sino a quanto piaccia all’artefice; è l’acqua della nostra rugiada, dall’acqua si estrae il sale di pietra dei Filosofi, per cui mezzo tutte le cose crescono e si nutrono: la sua matrice è il centro del Sole e della Luna, tanto celeste che terrestre. E per dirla più chiaramente, è il nostro Magnete, che precedentemente ho detto essere l’acciaio. L’aria genera il magnete, e il magnete genera o fa apparire la nostra aria.
Qui ti ho fedelmente manifestato la verità, prega Dio che assecondi le tue imprese. E così in questo luogo avrai la verissima spiegazione di Ermete che afferma che suo Padre è il Sole, e madre la luna, e che il vento lo avrà portato nel suo ventre: certamente il sale Alkali, che i Filosofi chiamarono Sale Ammoniaco e vegetabile, occultato nel ventre della magnesia. La sua operazione è tale che tu dissolva l’aria congelata nella quale dissolverai la decima parte d’oro; sigilla e lavora col nostro fuoco sinché l’aria si converta in polvere, e avuto il sale del mondo appariranno varî colori. Avrei descritto l’intero processo in questi trattati; ma poiché esso, insieme alla moltiplicazione, è sufficientemente contenuto nei libri di Lullo e altri veri Filosofi, perciò mi è stato sufficiente trattare soltanto della prima e della seconda materia; il che è stato fatto ingenuamente e non troverai alcun mortale che l’abbia presentato più chiaramente di me. Perché invero l’ho fatto non grazie a molti libri ma con il lavoro delle mie mani e con mia propria esperienza.
Se pertanto non credi alla verità non accusare il mio libro, ma te stesso; e pensa che Dio non ti vuole rivelare questo segreto: pertanto imploralo con preghiere e sfoglia con molte reiterate letture questo libretto, specialmente l’Epilogo di questi dodici trattati, considerando sempre le possibilità della natura e le azioni degli elementi, e cosa vi sia di precipuo in essi e specialmente nella rarefazione dell’acqua o dell’aria; infatti così sono stati creati i cieli e tutto il mondo: questo ti ho voluto dire come un Padre al Figlio. Non stupirti se ho scritto così tanti trattati, non è stato fatto a causa mia, dato che non ho bisogno di libri, ma per ammonire molti che faticano in cose vane a non fare inutili spese.
Infatti avrei potuto riassumere tutto in pochissime righe, anzi parole; ma ho voluto condurti alla conoscenza della natura per mezzo di ragionamenti ed esempî; in modo che sapessi prima cosa dovevi cercare, se la prima o la seconda materia, e anche che avessi manifestata la natura, e la sua luce e ombra. Non inquietarti se talvolta troverai delle cose contraddittorie nei miei trattati, secondo il costume abituale dei Filosofi: ne hai bisogno, se capisci che non si trova rosa senza spine. Esamina diligentemente ciò che ho detto sopra, cioè in che modo i quattro elementi distillino nel centro della terra l’umido radicale e in che modo il sole terreno centrale col suo moto lo produca e sublimi fino alla superficie della terra.
Ho anche detto che il sole celeste ha una corrispondenza col sole centrale; infatti il sole celeste e la luna hanno una forza e virtù peculiare di distillare per mezzo dei loro raggi sulla terra; infatti il calore si unisce facilmente al calore, il sale al sale. E così come il sole centrale ha il suo mare e un’acqua sottile e impercettibile: sulla superficie della terra i raggi si congiungono ai raggi, e producono i fiori e tutte le cose. Perciò quando viene la pioggia, essa prende dall’aria quella forza di vita e la unisce al salnitro della terra (poiché il salnitro della terra è come Tartaro calcinato che attira a sé l’aria con la sua siccità; quest’aria in esso si risolve in acqua: tale forza di attrazione ha quel salnitro della terra, che anche fu aria ed è stato unito alla grassezza della terra) e allora tanto più copiosamente colpiscono i raggi solari, tanta maggior quantità di salnitro si fa, e per conseguenza cresce maggiore abbondanza di frumento, e ciò avviene di giorno in giorno. Tanto ho voluto indicare agl’ignoranti sulla corrispondenza delle cose tra loro sull’efficacia del sole e della luna e delle stelle; infatti coloro che sanno non mancano di questo insegnamento.
Il nostro soggetto sta davanti agli occhi di tutto il mondo e non è conosciuto. O cielo nostro! O acqua nostra! E Mercurio nostro! O nostro vegetabile! O nostro solfo fisso e volatile! O caput mortuum, ossia feci del nostro mare! Acqua che non bagna le mani, senza la quale non può vivere alcun mortale, e senza la quale non nasce e non si genera nulla in tutto l’orbe! E questi sono gli epiteti dell’uccelletto di Ermete, che non sta mai in pace; è una cosa vilissima e nessuno può farne a meno; e così hai svelata la cosa più preziosa di tutto il mondo che dico chiaramente non è altro che la nostra acqua pontica, che si congela nel sole e nella luna e si estrae dal sole e dalla luna per mezzo del nostro acciaio, per artificio Filosofico, in modi meravigliosi, grazie a un prudente figlio dell’arte.
Per le ragioni ricordate nella prefazione non era mia intenzione pubblicare questo libro; tuttavia mi ha vinto il desiderio di essere meritevole verso gl’ingegni liberali e filosofici; per dimostrare buona volontà verso coloro che mi conobbero; e anche per manifestare a coloro che sono esperti dell’arte che io sono loro pari e compagno, e ottenere notizie. Non v’è dubbio che molti uomini di buona coscienza e volontà possiedono segretamente quel dono di Dio; questi, ammoniti dal mio esempio e resi più cauti e più prudenti dai miei pericoli, abbiano caro il silenzio di Arpocrate. Infatti ogni qual volta ho voluto svelarmi ai grandi, questo mi si è sempre volto in danno o in pericolo. Con questo scritto mi rivelo agli Adepti figli di Ermete, e istruisco chi ignora ed erra e li riconduco sulla retta via.
Credano gli eredi della scienza che non avranno mai miglior via su cui stare di quella che è stata loro mostrata qui; infatti ho detto apertamente tutto. Soltanto non ho rivelato così apertamente l’estrazione del nostro sale Ammoniaco o Mercurio Filosofico dalla nostra acqua pontica, e il suo uso, perché non ho avuto ulteriore licenza di parlare dal maestro della natura: e ciò lo deve rivelare solo Dio, che conosce i cuori e gli animi degli uomini, e se lo avrai pregato diligentemente potrà aprirti l’intelletto per mezzo di una reiterata lettura di questo libro.
Il vaso, come s’è detto prima, è unico dal principio alla fine, ma al massimo bastano due vasi; il fuoco anche è continuo in ambedue le opere; per il suo nome coloro che errano leggano i trattati X e XI. Se avrai operato nella materia terra non farai nulla : questa trattano coloro che lungi da questo unico nostro sale che è il Mercurio, lavorano su erbe, animali, pietre e miniere, eccettuati il Sole e la nostra luna che è coperta dalla sfera di saturno. E chi desidera l’ambìto fine, sappia la conversione degli elementi e rendere lievi le cose pesanti e lo Spirito; allora non lavorerà su una cosa estranea: il fuoco è il regime, qualunque cosa si faccia si fa col fuoco, come si è detto abbastanza qui a conclusione, e sufficientemente in precedenza.
Salute, lettore benevolo, fruisci di questi lavori verificati a lungo dalla mia esperienza, a gloria del nome di Dio, per la salvezza della tua anima, e a vantaggio del prossimo