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Le
sette trasformazioni Le
sette trasformazioni
G. Tallone G. Tallone
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Un giorno mi
risvegliai e mi ritrovai nella bara, coperto delle vesti
che mi ero scelte. Sentii allora per la prima volta la
bara e le vesti e tentai di togliermi le vesti e aprire
la bara: né luna cosa né laltra potei fare.
Allora corsi alla pura acqua della sorgente e mentre
bevevo il fanciullo mi disse: «Non si può salire se
prima non si discende. Sono tre le parole: Osare, Volere,
Tacere; e tre le lettere: L.·. D.·.
P.·.» .
E io osai, volli e tacqui e mi servii delle Lettere.
Ed ecco il mio
cuore uscì dal mio petto e io lo vedevo. In questo modo
mi accorsi della trasformazione e discesi. Vidi e fui
fatto tutto di presente, mentre una nebbia copriva il
passato, e il futuro in me non cera. Dominio di me
era una forza che operava dallinterno, alla quale
non potevo sottrarmi. Ma io compresi e la sentii, e
quando quella forza non ebbe più segreti per me ed io
divenni uno con essa, allora mi resi libero.
Questa è la prima trasformazione.
Quando fui
libero discesi ancora e perdetti tutti i sensi tranne
uno. Sentii limmobilità e la fissità: appresi
così unaltra forza. La mia vita fu nel caldo e nel
freddo, e solo la luce, che pur non vedevo, mi faceva
vivere. Anche il presente era scomparso. Questa nuova
vita non era meno interessante dellaltra. Dapprima
questa nuova forza lavvertii come estranea a me, ma
poi essa ed io fummo una sola cosa. Allora mi resi
libero.
Questa è la seconda trasformazione.
Discesi ancora
e fui peso tra cose pesanti. Tutto mi era al di sopra e
io non lavvertivo. Anche la sensazione del caldo e
del freddo era scomparsa. Mi parve che fosse un regno
morto e che morto fossi anchio. Però mi guardai
dentro e vidi la vita nella forza misteriosa che
produceva un velocissimo moto nascosto, il quale dal moto
universale e con esso si accordava. E quando non vi fu
più quella forza, ma divenni uno con essa, allora mi
resi libero.
Questa è la terza trasformazione.
Allora
risalii, e fui sempre nella bara. Così il terzo giorno
risuscitai dai morti e sentii la vita di prima e dissi a
me stesso: «Io sono stato allinferno». Però
sentii pure che se vita cera in basso, vita doveva
esserci in alto, e che la via percorsa non era stata che
un ritorno. Allora volli sentire la vita del presente.
Osai ricercare la vita sospingendo le pareti della bara.
Ordinai a me stesso di divenire ritmo. I miei polmoni
respirarono ritmicamente, i miei organi conobbero il loro
ritmo; infine il mio cervello si fermò, e al posto di
esso si pose il cuore, che mi era stato sempre dinanzi
agli occhi. E quando tutto me stesso si uniformò al
ritmo del cuore, e fui tutto un ritmo, allora le pareti
della bara caddero e io mi resi libero.
Questa è la quarta trasformazione.
Divenuto ritmo
ascesi nel sole. Guardai da lì la terra, la luna e
linferno e vidi che erano veri. Compresi perché
gli uomini stanno tutti nella bara e non se ne accorgono.
Vidi che essi sono fatti del presente, del fisso e del
mobile e compresi lunione di queste tre cose. Vidi
pure che il sole era come me, e aveva il suo cuore, i
suoi organi e soprattutto il suo ritmo. Il mio era
diverso: osai allora accordare il mio al suo e quando
laccordo fu completo una veste mi cadde.
Questa è la quinta trasformazione.
Allora salii
ancora e vidi che la notte non seguiva il giorno, né il
giorno la notte. Non cerano né il bene né il
male, né il maschio né la femmina, né lascesa
né la discesa, né lieri né il domani, né il
grande né il piccolo, né la terra né il sole; e non
cera neanche il nulla e non cera il tutto.
Queste cose le vedevo, ma non le capivo, finché il mio
ritmo non si unì al ritmo universale e non si accordò
con esso. Allora sentii la forza eterna; laltra
veste mi cadde, ed io rimasi nudo, rimasi io.
Questa è la sesta trasformazione.
Ma la settima
non so esprimerla, neanche per allegoria; perché è
quella della sublimazione; e non si può esprimere che
così:
Sublime
Architetto dei Mondi, «Tu hai gettato un velo sulla Tua
gloria e nelle pieghe di questo velo hai proiettato la
tua ombra. Tu hai permesso alla notte di esistere al fine
di lasciare apparire le stelle, e hai impresso
unimmagine sul velo col quale Tu avevi coperto la
tua Gloria; e questimmagine ti sorrise e hai voluto
che questimmagine fosse la tua per creare
luomo a rassomiglianza di questa immagine». Così
Tu sei Padre, così Tu sei Luce. Tu hai voluto il
movimento e nel ritmo perenne hai posto londa della
vita. La vibrazione è la Tua legge e la creazione
leffetto di questa legge. Il Logos, vibrando, si
rende carne. Così conciliando in te Libertà e
Necessità hai dato alluniverso libertà e
necessità. Così vive lo sterminato mondo, i cui confini
sono nella tua volontà, così vive linvisibile
atomo la cui forza è nella tua potenza. Perché il basso
è come lalto.
Tu hai creato la Gerarchia, perché Tu sei Ordine. E gli
Angeli salgono e discendono linfinita scala, e
combattono una notte intera con gli uomini. Tu hai
accordato i mondi e le gerarchie, e ogni cosa è un mondo
e ha una gerarchia. E hai fatto i sentieri per cui ogni
cosa creata può giungere a Te. I sentieri sono infiniti,
come i raggi della tua luce, e tutti si congiungono in
Te.
Quando Tu hai creato hai posto allorigine una
forza, e ogni creazione dura quanto dura limpulso
originario. Questa legge Tu hai posto in ogni cosa. Or
vedi oggi, qui adunati, noi ricominciamo il nostro
cammino verso di Te. Manda qui lAngelo Tuo perché
accordi le onde che da noi promanano, perché i nostri
ritmi congiunga in uno solo e lo diriga dove Tu vuoi; e
lo faccia sì potente che questa Camera lavori sempre per
lesaltazione della Tua gloria, o Grande Architetto
dellUniverso».
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