La rigenerazione è la
trasmutazione del sé nellUomo Nuovo che annulla i
tormenti della materia e si lascia guidare dalle Potenze
dellIntelletto Supremo
Riferimenti
I numeri di pagina
indicati nel testo sono relativi alla edizione italiana
citata del Corpus Hermeticum: Discorsi di
Ermete Trismegisto.
Antichi Doveri -
Costituzione- Regolamento dellOrdine, Grande
Oriente dItalia, Roma, 1994.
Corpus Hermeticum, a cura di A.D.Nock, vol.1-4,
Les Belles Lettres, Parigi, 1945.
Discorsi di Ermete Trismegisto, Boringhieri,
Milano,1965.
Ermete Trismegisto, Il cratere della sapienza,
Semerano, Milano,1962.
Ermete Trismegisto, Il Pimandro, Atanòr, Roma,
1984.
Evola, J., La tradition hermétique, Éditions
Traditionelles, Parigi, 1985.
Festugière A. J., La révélation dHermès
Trismégiste, Les Belles Lettres, Parigi, 1981,
Vol.1-4.
Fowden, G., The Egyptian Hermes, A Historical
Approach to Late Pagan Mind, Cambridge
University Press, Cambridge, 1986
Guénon, R., Iniziazione e realizzazione spirituale,
Luni, Milano,1997
Hermetica, The Greek Corpus Hermeticum and the
Latin Asclepius, a cura di, Brian P. Copenhaven,
Cambridge University Press, Cambridge,1992.
Hermeticism and the Renaissance, Intellectual
History and the Occult in Early Modern Europe, a cura
di I.Merked e A.G.Debus, Folger Books, Washington, 1988.
Maier, M., Symbola aureae mensae duodecim nationum,
Francoforte,1617.
Pernety,D.A.J:, Les Fables égyptiennes et grecques
dévoilées et réduites au m^eme principe,
Parigi,1786.
Présence
dHermès Trismégiste, in «Cahiers de
lHermétism», Albin Michel, Parigi, 1988
|
La tradizione
Iniziazione e
rigenerazione sono due processi fondamentali in ogni
società di iniziati. Liniziazione è quel
particolare rito di passaggio, che si svolge in un
periodo di tempo definito, e che predispone il neofita a
poter accedere alla via che lo porta alla conoscenza
«suprema»: quello stato di saggezza che, a seconda
delle diverse tradizioni esoteriche, appare come
«illuminazione» o «piena conoscenza» dellUno o
del Nous (intelligenza suprema).
Liniziazione è al contempo un rito e un processo
che, attraverso una pratica esoterica, porta
liniziato a raggiungere livelli diversi di
perfezionamento. Il risultato del processo iniziatico è
una trasmutazione del sé, cioè una
trasformazione del pensiero, dello spirito e
delletica delliniziato.
Il processo iniziatico, in senso spirituale ed etico,
conduce a quella che la Tradizione indica con il termine
«rigenerazione». Essa è lobiettivo della pratica
rituale collettiva e della «meditazione» e
dellimpegno esoterico perseguiti individualmente.
Lintero processo esotericoiniziatico, quindi,
si muove verso due fini, correlati lun
laltro: lampliamento della conoscenza e il
perfezionamento spirituale e morale. Il cammino
iniziatico, secondo la Tradizione Occidentale, si muove
su questi due piani paralleli, per cui né solo uno né
solo laltro possono completare la ricerca
iniziatica: via etica, via veritativa e via spirituale
sono percorsi necessari che debbono essere seguiti
contemporaneamente, per cui il perfezionamento etico è
possibile solo passando attraverso un perfezionamento
spirituale e conoscitivo; e questi ultimi sono possibili
solo se si svolge un analogo perfezionamento nel capo
morale.
La Massoneria, come società iniziatica fondata su una
Tradizione esoterica, persegue tali obiettivi che vengono
raggiunti ritualmente in modo comunitario nel Tempio e
individualmente nel mondo interiore di ogni massone.
La nozione di rigenerazione, che consideriamo in questa
sede, fa parte di una Tradizione che, seguendo Guénon,
è primordiale, nel senso che fa parte di un modo di
essere delluomo e di tutte le collettività umane,
sebbene con molte diversità, e che risale ai primordi
della storia delluomo. La Tradizione, in
particolare, a cui facciamo riferimento, però, non è
quella ampia di cui parla Guénon, ma una più ristretta
a cui vanno fatti risalire il pensiero e la pratica
massonici. Tale Tradizione si identifica in un gran
numero di opere, tra le quali assumono un ruolo rilevante
quelle che sono state attribuite a Ermete Trismegisto
(personaggio storico e mitico allo stesso tempo); in tal
senso, la Tradizione a cui si fa riferimento è
costituita da quelle concezioni che ritroviamo in opere
come i diciotto Libri del Corpus Hermeticum (tra
cui il più famoso Pimandro), lAsclepio,
i Frammenti di Stobeo, ed altri ancora. In questa
Tradizione è centrale la nozione di rigenerazione che è
altrettanto fondamentale nella più specifica tradizione
Massonica moderna che, in senso istituzionale, si fonda
sugli Antichi Doveri (1723). Le sezioni IV, V, e
VI di questo testo trattano in modo dettagliato della
condotta dei Liberi Muratori che, dopo il loro ingresso
nella Istituzione, in base a un processo di
perfezionamento interiore devono mostrare un
comportamento che è il risultato della loro
rigenerazione morale e spirituale; un loro rigenerarsi
con il passaggio nei vari gradi Azzurri e in quelli dei
diversi Riti.
Uno dei testi fondamentali della Tradizione Esoterica
Occidentale che tratta esplicitamente della rigenerazione
è il Libro XIII del Corpus Hermeticum (Discorsi
di Ermete Trismegisto) a cui faremo riferimento in
questa riflessione. La Tradizione, a cui ci affidiamo,
è un patrimonio esoterico che ogni Massone deve
accogliere nel suo mondo interiore come guida per il
lavoro nel Tempio. Il Corpus Hermeticum è parte
di questa Tradizione e la sua lettura è fonte di
profonde meditazioni.
Discorso di Ermete
Trismegisto a suo figlio Tat sulla rigenerazione
Nel Libro XIII,
dedicato a questo argomento, come sottolinea A. J.
Festugière (La révélation dHermès, p.
211), vengono considerati diversi aspetti della
rigenerazione che riguardano la concezione e la
descrizione di quello che viene chiamato l«uomo
nuovo»; al contempo, viene precisato il modo in cui
accedere alla condizione di rigenerazione: la negazione
dei dodici vizi attraverso le dieci Potenze o Forze. Come
vedremo, si tratta di indicazioni che, sebbene in modi
diversi, sono analoghe negli intenti a quelle che
ritroviamo nelle sezioni indicate degli Antichi Doveri.
Come accade in ogni tradizione iniziatica Ermete
Trismegisto, quale Maestro, «rivela» alliniziato
(il figlio Tat) la natura della rigenerazione e il modo
per raggiungerla.
La morte
delluomo nellUno
Secondo la tradizione
misterica classica la rigenerazione avviene per dono
divino e il suo fine è il ricongiungimento con il
divino, o in senso gnostico, con il Nous,
lIntelletto Supremo. Luomo muore a se stesso
e rinasce nel Nous e questa rinascita è proprio la
rigenerazione. LUomo Nuovo, come nel rituale di
passaggio al Terzo Grado Azzurro, si allontana da se
stesso, dal mondo terreno e materiale, e rinasce
rigenerato allinterno del Nous. La rigenerazione è
così un processo «sacro» che porta luomo a
manifestare la sua natura divina. Luomo possiede
una duplice natura, divina ed umana, e lo scopo
dellapprendimento dellArte consiste nel
rigetto di quella terrena per esaltare quella divina.
Luomo, come afferma Ermete Trismegisto (Corpus
Hermeticum , Libro 1, Pimandro) sorge dal Nous
e il suo fine è quello di ritornare ad esso; ciò è
possibile perché luomo partecipa del divino e il
ricongiungimento è il risultato di uno sforzo continuo,
sotto la guida di un Maestro, che attraverso
liniziazione gli permette di cominciare il cammino
verso la sua «dimora profonda», da dove è venuto e
onde andrà. Questo uomo, liniziato, muore a se
stesso e rinasce nel Nous.
La via della
rigenerazione: la dodecade dei tormenti e la decade delle
Potenze
Ermete si rivolge a
Tat: «libera te stesso dagli irrazionali tormenti della
materia» (p.136); ma Tat non comprende queste parole e
chiede al suo Maestro-Padre: «Ho dunque in me dei
tormenti, padre?» (p.136).
La rigenerazione inizia con la constatazione di essere
legati alla materia, di essere tormentati da essa, per
questo è necessario allontanarsi perché sia possibile
diventare un uomo nuovo, far emergere la propria natura
divina e ricongiungersi con il Nous.
Ma liniziato, nello stato di apprendista, non sa
neppure o non si accorge di quanti legami egli ha con la
materia, con il suo corpo e con il mondo sensibile che lo
circonda. Allora il Maestro inizia a infondergli
linsegnamento che gli permette di riconoscere
quanti tormenti sono presenti nel suo mondo interiore.
Dice Ermete a Tat: «Non pochi (tormenti) figlio mio, ma
molti e terribili». «Io li ignoro, padre» (p.136),
dice Tat.
È proprio da questa ignoranza che inizia il processo di
rigenerazione: riconoscere la propria ignoranza sui
tormenti che la natura terrena infligge alluomo è
il primo passo per poter accedere, poco alla volta, al
ricongiungimento con il Nous.
Il Maestro Ermete, allora, procede a istruire
liniziato indicandogli dodici tormenti di cui si
deve liberare. Nella tradizione buddista questi tormenti
fanno parte di quella che il Buddha chiama «la sete
dellesistenza», cioè di quella esistenza che è
legata ai bisogni e alle tensioni terrene e, in
particolare, al «desiderio di vivere».
Il primo tormento è allora lignoranza. Non
si tratta di non conoscere dati e nozioni sul mondo, ma
di non sapere riconoscere il proprio stato, la propria
condizione di uomo terreno, e quindi lincapacità
di indicare quali sono quei limiti che non permettono di
compiere il viaggio iniziatico. In senso metaforico si
tratta di quel riconoscimento del divino che permette ad
Ulisse di ritornare nella sua «dimora».
Lignorante è colui che non vede, che non riconosce
persino di non sapere, e vive in questa misera
condizione, proprio come accade a Tat, figlio di Ermete.
Lignoranza è uno stato di inerzia che lega gli
uomini alle cose terrene, agli affari quotidiani, ai meri
interessi di parte, ai vizi e alle passioni, e non
permette in alcun modo di sollevarsi dal mondo per
elevarsi verso ciò che è oltre questa condizione. È
una ignoranza che piega gli uomini e li riduce
nelloscurità.
Tuttavia, liniziato è proprio colui che,
attraverso il rito della iniziazione, si rende
disponibile in primo luogo a riconoscere la sua ignoranza
e a liberarsene: lignoranza di essere tormentato
dalla materia del suo corpo e del mondo.
Se liniziato si apre al riconoscimento della sua
ignoranza, allora intravede tutti quegli altri tormenti
che imprigionano il suo essere; per Ermete, il Tre Volte
Grande, oltre lignoranza, essi sono: il dolore,
lincontinenza, il desiderio, lingiustizia, la
cupidigia, linganno, linvidia, la frode,
lira, la temerarietà e la malvagità. Questi
dodici tormenti, da cui derivano molti altri, sono tali
per cui luomo è costretto nella «prigione del
corpo» ed essi fanno sì che egli soffra continuamente
«attraverso i sensi».
La lettura attenta degli Antichi Doveri (che
devono essere impressi nellanimo di ogni Massone)
ci permette di sottolineare la concordanza di intenti,
anche se non alla lettera, tra gli insegnamenti di Ermete
Trismegisto e quei principi che sono il fondamento della
Massoneria e quindi guida per ogni Massone nel tempio e
nel mondo profano. Come si è accennato poco sopra, gli Antichi
Doveri, sono dedicati in gran parte proprio alla
condotta dellarte nel lavoro e al comportamento dei
Liberi Muratori nel tempio, con i fratelli e nel mondo
profano. Anche gli Antichi Doveri , come nelle
parole del Corpus Hermeticum, essere iniziati
significa annullare i tormenti (vizi e passioni) che
derivano dalla nostra natura corporea.
La rigenerazione, quindi, prende avvio dalla negazione
dei tormenti, ma ciò può avvenire solo alla luce di una
guida che opera, se si vuole dir così, in nome del Nous,
di Dio, o, del G.A.D.U., che soprassiede ai lavori
rituali.
Tuttavia, si deve aggiungere che, rispetto agli Antichi
Doveri, la rigenerazione è possibile,
allinterno della Tradizione Ermetica, non solo con
una ricerca interiore, una caduta nel proprio mondo, (nel
senso indicato dal V.I.T.R.I.O.L), bensì anche con
lausilio di quelle che sono chiamate potenze
o forze che provengono come dono dal divino, ma che si
rendono attive solo in un cammino esoterico.
La prima potenza, che permette anche lespressione
delle altre, è proprio lopposto di ciò che lega
luomo al mondo della materia: la conoscenza che si
oppone allignoranza: «la conoscenza di Dio è
giunta fino a noi, e come essa è venuta, è stata
cacciata lignoranza» (p.137), così dice Ermete
Trismegisto.
La conoscenza (gnosis), e la conoscenza del divino
(diversamente inteso), sono i primi passi verso il
raggiungimento della rigenerazione. In base a questa
conoscenza è possibile lespressione delle altre
potenze indicate da Ermete Trismegisto: la gioia, la
continenza, la fermezza, la giustizia, laltruismo,
la verità, il bene, la vita, la luce.
Si attua così la rigenerazione secondo le parole di
Ermete: «Tu conosci ora, o figlio, il modo in cui si
attua la rigenerazione. Quando si è avvicinata a noi la
decade, figlio mio, si è formata in noi lessenza
intelleggibile, essa scaccia la dodecade (i tormenti) e
noi siamo resi divini da questa rigenerazione»
(pp.137-138).
La decade, continua Ermete, è la «generatrice
dellanima: vita e luce sono unite, quindi si è
generato il numero dellunità, del soffio vitale»
(p.139).
Come si vede la rigenerazione, allinterno del
processo ermetico - iniziatico, non è guidata solo da
una ricerca interiore, bensì da quelle che Ermete chiama
potenze che possiamo considerare come ciò che
proviene dal Nous in soccorso alluomo per guidarlo
al ritorno verso di esso, superando la dimensione
materiale e sensoriale.
Il lavoro Massonico nel Tempio, alla luce del G.A.D.U.,
si profila come un percorso iniziatico in cui ha
certamente un ruolo centrale la rigenerazione che
permette al Massone di lavorare alla gloria del Grande
Architetto e per il Bene dellUmanità.
Ermete conclude sollecitando Tat di restare in silenzio,
ascoltando linno della rigenerazione; quel silenzio
profondo che ci fa sprofondare in noi stessi e ci
permette di espanderci verso loltre: «Taci dunque,
figlio mio, e ascolta adesso leulogia ben
armonizzata, linno della rigenerazione....
Questinno non si può insegnare, ma resta nascosto
nel silenzio. Così, dunque, figlio mio stando in piedi
in un luogo allaria aperta, guardando verso il
vento del sud, quando il sole che tramonta sta per
cadere, fai segno di adorazione; ugualmente anche al
sorgere del sole, volgendoti verso il vento
dellest. Taci dunque, figlio mio».(p.140)
Linno della
rigenerazione
«Tutta la natura
del cosmo porga orecchio allinno. Apriti,
o terra; si apra a me ogni chiavistello della pioggia;
non
vi agitate, o alberi. Sto per cantare il Signore della
creazione, il tutto e luno. Apritevi, cieli;
fermatevi o
venti. Il cerchio immortale di Dio presti orecchio al mio
discorso: sto per cantare il creatore delluniverso,
colui
che ha fissato la terra e ha sospeso il cielo, colui che
ha
ordinato allacqua dolce di uscire dalloceano
e di
diffondersi sulla terra, abitata e disabitata, affinché
fosse a disposizione per il nutrimento e la generazione
di
tutti gli uomini, colui che ha ordinato al fuoco di
apparire
per prestarsi a ogni attività, sia degli dei, che degli
uomini.
Dedichiamo tutti insieme lelogio a lui, a lui che
si libra sopra
i cieli, a lui che è creatore di tutta la natura. Questo
è
locchio dellintelletto; accolga lelogio
delle potenze che
sono in me.
Potenze che siete in me, cantate luno e il tutto:
cantate in
accordo con la mia volontà, voi potenze tutte che siete
in me. Santa conoscenza illuminata da te, per te io canto
lodi alla luce intelligibile e gioisco nella gioia
dellintelletto. Voi tutte, potenze, cantate con me.
Anche
tu canta, continenza. E tu pure, mia giustizia, canta il
giusto per mezzo di me; o verità, canta la verità; tu
bene,
canta il bene; o luce e vita, da voi viene lelogio
e
a voi ritorna. Rendo grazie a te, o padre, a te che sei
lenergia delle potenze. Rendo grazie a te, o Dio,
potenza
delle mie energie. Il tuo Logos per mezzo mio ti canta
inni di lode. Attraverso me ricevi il tutto mediante
la parola, come sacrificio resoti con parole. Queste cose
gridano le potenze che sono in me: cantano il tutto,
compiono il tuo volere. La tua volontà deriva da te e
su te si riversa. Ricevi da tutti il sacrificio resoti
con
parole. Il tutto che è in noi, salvalo, o vita,
illuminalo,
o luce, soffio vitale, Dio! Lintelletto è il
pastore del
Logos. O portatore del soffio vitale, o demiurgo. Tu sei
Dio. Luomo che ti appartiene grida questo
attraverso il
fuoco, attraverso laria, la terra, lacqua, il
soffio,
attraverso tutto ciò che hai creato. Da te ho ricavato
leulogia delleternità e, come desidero, per
tuo volere
ho trovato la pace. Per tuo volere ho visto
questeulogia pronunciata» (pp.140-142).
|