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Iniziato alla
«Horn Lodge» di Londra nel Marzo 1729, il Cavaliere di Ramsay fu lOratore titolare
della Loggia «Il Luigi dArgento» allOriente
di Parigi. Il testo che segue, conosciuto col nome «Il
Discorso di Ramsay», è un discorso di benvenuto
destinato ad accogliere i nuovi iniziati. Ebbe una
influenza considerevole sulla Massoneria Francese del XVIII secolo. Fu
pubblicato a più riprese e presentato dal suo Autore al
Cardinale de Fleury, ministro di Luigi XV, il 20 Marzo
1737. Il suo valore storico risiede nel fatto che esso è
molto caratteristico della Massoneria del secolo dei
Lumi, e che prefigura, con la sua volontà di collegare
la storia della Massoneria a quella delle Crociate, il
movimento che vedrà lapparire degli «Alti
Gradi». Le ricerche storiche più recenti mostrano
tuttavia che questa «origine» cavalleresca deve essere
considerata nella stessa maniera dellorigine
biblica. Si tratterebbe dunque duna origine mitica,
e non dun fatto storico.
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Delle qualità
richieste per diventare libero muratore e degli scopi che
si propone lOrdine
Il nobile ardore che
dimostrate, o Signori, per accedere
allillustrissimo e antichissimo ordine dei Liberi
Muratori, è una prova certa che voi possedete già tutte
le qualità richieste per diventarne i membri. Queste
qualità sono la Filantropia saggia, la morale pura, il
segreto inviolabile e il gusto delle belle arti.
La filantropia,
ovvero lamore per lumanità
Licurgo, Solone, Numa, e
tutti gli altri Legislatori politici non hanno potuto
rendere le loro costruzioni durevoli; qualunque saggezza
abbiano contenuto le loro leggi, esse non hanno potuto
estendersi a tutti i paesi, né convenire al gusto, al
genio e allinteresse di ogni Nazione. La
Filantropia non era la loro base. Lamor di patria
malinteso e spinto alleccesso distruggeva sovente
in queste Repubbliche guerriere lamore
dellumanità in generale. Gli uomini non si
distinguono in essenza per la differenza delle lingue che
parlano, delle vesti che portano, dei paesi che occupano,
ne per le dignità delle quali son rivestiti. IL MONDO
INTERO NON È CHE UNA GRANDE REPUBBLICA, DELLA QUALE OGNI
NAZIONE È UNA FAMIGLIA, E OGNI PARTICOLARE UN FIGLIO. È
per far rivivere e diffondere queste massime comprese
nella natura delluomo che la nostra Società fu
stabilita. Noi vogliamo riunire gli uomini di spirito
illuminato e di umore piacevole, non solo con
lamore delle belle arti, ma ancor di più coi
grandi principi di virtù, di modo che linteresse
della Fratellanza diventi quello dellintero genere
umano, e in essa tutte le Nazioni possano attingere a
conoscenze solide, tutti i sudditi dei differenti Regni
possano ispirarsi lun laltro senza gelosia,
vivere senza discordia, ed amarsi teneramente senza
rinunciare alla Patria. I nostri antenati, i Crociati,
riuniti da tutti i luoghi della Cristianità In Terra
Santa, in questa maniera vollero riunire in una sola
Fratellanza i sudditi di ogni Nazione. Qual debito
abbiamo verso questi Uomini superiori! che, senza
grossolano interesse, senza ascoltare la naturale
inclinazione al dominio, hanno immaginato uno
stabilimento il cui unico scopo è la riunione di spiriti
e cuori, per migliorarli e formare nel corso dei tempi
UNA NAZIONE SPIRITUALE dove, senza derogare ai doveri che
le differenze di stato esigono, si creerà un popolo
nuovo il quale, prendendo da molte nazioni, tutte in
qualche modo le supererà coi legami della virtù e della
scienza.
La sana morale
La sana Morale è la
seconda qualità che la nostra società domanda. Gli
ordini Religiosi furono stabiliti per rendere gli uomini
cristiani perfetti; gli ordini militari, per ispirare
lamore della bella gloria; lOrdine dei Liberi
Muratori fu istituito per formare degli uomini: uomini
amabili, buoni cittadini e buoni sudditi, inviolabili
nelle loro promesse, adoratori fedeli del Dio
dellAmicizia, amanti più della Virtù che delle
ricompense.
Polliciti servare fidem,
sanctumque veneri
Numen amicitiae, mores,
non munera amare
(Abbiamo promesso di
serbar la fede, e venerare
il santo Dio
dellamicizia, e la virtù, non i doni amare.)
Non che ci limitiamo alle
virtù puramente civili. Abbiamo fra noi tre specie di
Confratelli, i Novizi o Apprendisti, i Compagni o
Professi, i Maestri o Perfetti. Dispieghiamo ai primi le
virtù morali e filantropiche, ai secondi le virtù
eroiche; agli ultimi le virtù superumane e divine: in
tal guisa che il nostro Istituto comprende tutta la
Filosofia dei sentimenti, e tutta la teologia del cuore.
Ecco perché uno dei nostri Venerabili Confratelli (il
conte di Tressan n.d.t.) disse in unode piena di
entusiasmo:
Franchi Massoni, Illustre
Gran Maestro,
Abbiate i miei primi
trasporti,
In cuor li fa nascere
lOrdine
Felice! Che sì nobili
sforzi
Mi fan meritar vostra
stima,
Mi innalzano a sublimità,
Alla prima verità,
Allessenza pura e
divina
Dove lalma celeste
origìna,
Sorgiva di vita e
chiarezza.
Poiché una Filosofia
severa, salvatica, triste e misantropa disgusta gli
uomini dalla virtù i nostri Antenati, i Crociati,
vollero renderla amabile con lattrattiva di piaceri
innocenti, di una musica piacevole, duna gioia
pura, e di una gaiezza assennata.
I nostri sentimenti non
sono ciò che il mondo profano e l ignorante
volgare si immaginano. Tutti i vizi del cuore e dello
spirito ne sono banditi, e lirreligione e il
libertinaggio, lincredulità e la deboscia. In
questo spirito un nostro poeta (Procopio,
nell«Apologia dei Frammassoni» n.d.t.) disse:
Sentieri non battuti
Sono quelli che seguiamo.
Delle fabbriche cerchiamo.
E le nostre costruzioni,
Per i vizi son prigioni,
Oppur templi alle virtù.
I nostri desinari
somigliano a quelle cene virtuose di Orazio, ove ci si
intratteneva di tutto ciò che poteva rischiarare lo
spirito, perfezionare il cuore, e ispirare il gusto del
vero, del buono e del bello.
Oh notti, oh cene divine!
Non ci si impiccia dei
regni, o financo delle case degli altri,
Ma di soggetti che più da
vicino ci toccano,
E male è ignorare.
Se siano le ricchezze a
dar felicità agli uomini, o piuttosto la virtù,
Se siano mosse le amicizie
dallinteresse o dal bene morale,
Qual sia la natura del
bene, e qual ne sia il grado supremo.
(Orazio, Satire VI dal
Libro II)
Qui è lamore che di
tutti i desideri si fortifica. Noi mettiamo al bando
dalle nostre Logge ogni disputa che potrebbe alterare
lequilibrio dello spirito, la dolcezza dei costumi,
il sentimento damicizia, e questa armonia perfetta
che non si trova che nella ripulsa di tutti gli eccessi
indecenti, di tutte le passioni discordanti.
Gli obblighi che
lOrdine vi impone, sono di proteggere i Confratelli
con la vostra autorità, di rischiararli coi vostri lumi,
di edificarli con le vostre virtù, di soccorrerli nel
bisogno, di sacrificare ogni risentimento personale, e di
ricercare tutto ciò che posa contribuire alla pace, alla
concordia e allunione della Società.
Il segreto
Noi abbiamo dei segreti;
essi sono dei segni figurativi e delle parole sacre che
compongono un linguaggio muto ed eloquentissimo, per
comunicare alla più gran distanza, e riconoscere i
nostri Fratelli di qualsiasi lingua o paese essi siano.
In apparenza, sarebbero parole di guerra che i Crociati
si davano lun laltro, per garantirsi dalle
sorprese dei Saraceni, che si infiltravano sovente
travestiti fra loro per prenderli a tradimento e
assassinarli. Questi segni e parole chiamano al ricordo
di qualche parte della nostra scienza o di qualche virtù
morale, o ancora di qualche mistero della Fede. È giunto
fino a noi ciò che a nessunaltra Società è
arrivato. Le nostre Logge sono stabilite e si spandono
oggi in tutte le nazioni civili, eppure in una così
numerosa moltitudine duomini, giammai un Fratello
ha tradito i nostri segreti. Gli spiriti più leggeri, i
più indiscreti e i meno istruiti a tacere, apprendono
questa grande scienza dal momento in cui entrano nella
nostra società. Tanto grande lidea
dellUnione fraterna ha potere sugli spiriti! Questo
segreto inviolabile contribuisce in modo potente a legare
i sudditi di ogni Nazione, e a rendere la comunicazione
di favori facile e scambievole fra loro. Ne abbiamo più
e più esempi negli annali dellOrdine: nostri
Fratelli che viaggiavano nei defferenti paesi
dEuropa, trovatisi nel bisogno, si so fatti
riconoscere alle Logge, e subito son stati colmati di
tutti i necessari soccorsi. Nel tempo stesso delle guerre
più sanguinose, illustri prigionieri han trovato
fratelli là dove non credevano di trovare che nemici. Se
qualcuno mancasse alle promesse solenni che ci legano,
sappiate, Signori, che le più grandi pene sono il
rimorso della coscienza, la vergogna della perfidia, e
lesclusione dalla nostra Società, secondo le belle
parole di Orazio:
Il silenzio fedele
Avrà ricompensa sicura,
Ma a chi avrà divulgato
i riti di Cere misteriosa
vieterò che riposi
sotto le travi del mio
tetto,
o che simbarchi con
me
su fragil battello.
Sì, Signori, le famose
feste di Cere a Eleusi di cui parla Orazio, come quelle
di Iside in Egitto, di Minerva ad Atene, dUrania
presso i Fenici, e di Diana in Iscizia, avevano qualche
rapporto con le nostre solennità. Vi si celebravano i
misteri nei quali si trovavano numerose vestigia
dellantica religione di Noè e dei patriarchi; alla
fine si concludevano col pasto comune e le libagioni, ma
senza gli eccessi, le debosce e lintemperanza ove
gradualmente i Pagani caddero. La sorgente di tutte le
infamie fu lammissione di persone delluno e
dellaltro sesso alle assemblee notturne, contro la
primitiva istituzione. È per prevenire abusi del genere
che le donne sono escluse dal nostro Ordine. Non già
perché siamo sì ingiusti da considerare la donna
incapace di tenere il segreto, ma perché la sua presenza
potrebbe alterare insensibilmente la purezza delle nostre
massime e dei nostri costumi.
Se la donna è bandita,
allarme non ne abbia,
Non è certo un oltraggio
alla sua fedeltà,
Ma temiam che lamore
entrando con sue grazie
Non produca loblio
della fraternità.
Fratello e amico: nomi,
non più che deboli armi
per garantire i cuori
dalla rivalità.
Il gusto delle
scienze e delle arti liberali
La quarta qualità
richiesta per entrare nel nostro Ordine, è il gusto
delle scienze utili, e delle arti liberali di ogni
specie; perciò lOrdine esige da ciascuno di voi di
contribuire con la propria protezione, liberalità, o col
personale lavoro, ad una vata opera alla quale nessuna
Accademia, nessuna Università può bastare, perché
essendo composta ogni Società particolare da un troppo
piccol numero duomini, il loro lavoro non può
abbracciare limmensità di un tale oggetto.
Tutti i Gran Maestri in
Germania, in Inghilterra, in Italia e in tutta
lEuropa, esortano i sapienti e gli artisti della
Confraternita, ad unirsi per fornire i materiali di un
Dizionario universale di tutte le Arti Liberali e di
tutte le Scienze utili, con leccezione sola della
Teologia e della Politica. A Londra si è già cominciata
lopera, ma per mezzo della riunione dei nostri
Confratelli si potrà portarla a perfezione in pochi
anni. Vi si spiegheranno non soltanto le parole tecniche
e le loro etimologie, ma vi si darà ancora la storia
della Scienza e dell Arte, i loro grandi principi e
le maniere di lavorarvi. Di questa maniera, si riuniranno
i lumi di ogni nazione in una sola opera, che sarà come
un magazzeno generale, e una Biblioteca universale di
tutto ciò che cè di bello, di grande, di
luminoso, di solido e di utile in tutte le scienze
naturali e in tutte le arti nobili. Questopera
saccrescerà di secolo in secolo, secondando la
crescita dei lumi; di modo che si diffonderà in tutta
lEuropa una nobile emulazione, insieme al gusto
delle Belle Lettere e delle Belle Arti.
Origine e storia
dellordine
La leggenda e la
storia
Ogni famiglia, ogni
Repubblica, ed ogni Impero la cui origine si perde in una
antichità oscura, ha la sua favola e la sua verità, la
sua leggenda e la sua storia, la sua finzione e la sua
realtà.
Alcuni fanno risalire la
nostra istituzione fino ai tempi di Salomone, di Mosè,
dei Patriarchi, dello stesso Noè. Altri pretendono che
il nostro fondatore fu Enoch, il nipote del Protoplasta,
che costruì la prima città e la chiamò col suo nome.
Passo rapidamente su questa origine favolosa, per
arrivare alla nostra storia vera. Ecco dunque quel che ho
potuto raccogliere negli antichi Annali della Storia
della Gran Bretagna, negli Atti del Parlamento
dInghilterra, che trattano sovente dei nostri
privilegi, e nella tradizione vivente della Nazione
Britannica, che è stata centro e sede della nostra
Confraternita dallundicesimo secolo.
Istituzione
dellOrdine da parte dei crociati
Dal tempo delle guerre sante in Palestina, molti
Principi, Signori e Cittadini entrarono in Società,
fecero voto di ristabilire i templi dei Cristiani in
Terra Santa, e si impegnarono per giuramento a impegnare
i loro talenti e i loro beni per riportare
lArchitettura alla primitiva istituzione. Essi
decisero di adottare parecchi antichi segni, molte parole
simboliche tratte dal fondo della religione, per
distinguersi dagli Infedeli e riconoscersi di fra i
Saraceni. Non comunicavano questi segni e queste parole
che a coloro che promettevano solennemente, e spesso
addirittura ai piedi degli Altari, di mai rivelarli.
Questa promessa non era dunque un giuramento esecrabile,
come loro si addebita, ma un legame rispettabile per
unire gli uomini di tutte le Nazioni ella stessa
Confraternita.
Qualche tempo dopo, il nostro Ordine di unì intimamente
con i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Da allora
in poi le nostre Logge portarono il nome di Logge di San
Giovanni in ogni paese. Questa unione si fece ad
imitazione degli Israeliti, i quali al tempo della
ricostruzione del Secondo Tempio, mentre con una mano
lavoravano di malta e cazzuola, con laltra
portavano lo scudo e la spada.
Il nostro Ordine di conseguenza non deve essere
riguardato come un rinnovamento di baccanali, e una
sorgente di folle dissipazione, di libertinaggio
sfrenato, e dintemperanza scandalosa, ma come un
ordine morale, istituito dai nostri antenati in Terra
Santa per mantenere il ricordo delle verità più
sublimi, nel mezzo dei piaceri innocenti della Società.
Passaggio
dellOrdine dalla terra santa in Europa
I Re, i Principi e i Signori, tornando dalla Palestina
nei loro paesi, vi stabilirono diverse Logge. Dal tempo
delle ultime Crociate si vedono già parecchie Logge
erette in Germania, in Italia, in Spagna, in Francia e di
là in Scozia, per lintima alleanza che cera
allora fra queste due nazioni. Giacomo Lord Steward di
Scozia fu Gran Maestro di una Loggia stabilita a
Kilwinnen, nellOvest di Scozia nellanno 1286,
poco tempo dopo la morte dAlessandro III Re di
Scozia, e lanno avanti che Giovanni Balliol salisse
sul trono. Questo Signore Scozzese ricevette Liberi
Muratori nella sua Loggia i Conti di Gloucester e di
Ulster, Signori Inglese il primo, Irlandese laltro.
Poco a poco le nostre Logge, le nostre feste e solennità
furono neglette nella più parte dei paesi ove erano
state stabilite. Da ciò il silenzio degli Storici di
quasi tutti i Regni sul nostro Ordine, con
leccezione di quelli di Gran Bretagna. Esse si
conservarono comunque in tutto il loro splendore fra gli
Scozzesi, ai quali i nostri Re confidarono nei secoli la
guardia della loro sacra persona.
Dalle
crociate alla riforma. Degenerazione dellOrdine
Dopo le deplorevoli traversie delle Crociate,
lindebolimento delle Armate Cristiane e il trionfo
di Bendocdar Soldano dEgitto, durante lottava
ed ultima Crociata, il figlio di Enrico III Re
dInghilterra, il gran principe Edoardo vedendo che
non cera più sicurezza pei suoi Confratelli in
Terra Santa, quando le truppe Cristiane si ritirarono, li
portò tutti con sé, e questa Colonia di Fratelli si
stabilì così in Inghilterra. Poiché questo Principe
era dotato di tutte le qualità di cuore e di spirito che
formano gli Eroi, egli amò le Belle Arti, si dichiarò
protettore del nostro Ordine, gli accordò numerosi
privilegi e libertà, e da allora i membri di questa
Confraternita presero il nome di Liberi Muratori. Da
allora la Gran Bretagna divenne la sede della nostra
Scienza, conservatrice delle nostre leggi, e la
depositaria dei nostri segreti. Le fatali discordie di
religione che imbarazzarono e straziarono lEuropa
nel sedicesimo secolo, fecero degenerare il nostro ordine
dalla grandezza e dalla nobiltà della sua origine. Si
cambiò, si deviò, e si abbandonarono molti dei nostri
riti e costumi che erano contrari ai pregiudizi del
tempo.
Conclusione
Ritorno, rigenerazione e avvenire dellOrdine in
Francia
Fu così che molti dei nostri confratelli dimenticarono
lo spirito delle leggi, non conservandone più che la
scoria e la lettera. Il nostro Gran Maestro, le cui
qualità rispettabili sorpassano ancora la distinzione
della nascita, vuole che tutto questo sia ricordato alla
prima introduzione (del neofita n.d.t.), in un paese ove
la Religione e lo Stato non possono che favorire le
nostre Leggi.
Dalle Isole Britanniche, lantica scienza comincia a
ripassare nella Francia sotto il regno del più amabile
dei Re, lumanità del quale fa lanima di
tutte le virtù, sotto il ministero di un Mentore che ha
realizzato tutto ciò che si poteva immaginare di più
favoloso.
In questi tempi felici, nei quali lamore della Pace
è divenuta la virtù degli Eroi, la nazione più
spirituale dEuropa diverrà il centro
dellOrdine; essa spanderà sulle nostre Opere,
Statuti e costumi, le grazie, la delicatezza e il buon
gusto, qualità essenziali in un Ordine la cui base è la
saggezza, la forza e la bellezza del genio. In avvenire
sarà nelle nostre Logge, così come nelle Scuole
Pubbliche, che i Francesi vedranno, senza viaggiare, i
caratteri di tutte le Nazioni, ed è in queste stesse
Logge che gli stranieri apprenderanno per esperienza che
la Francia è la vera Patria di tutti i Popoli. Patria
gentis humanae.
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