17. Colonne annodate: da chi?

Dopo l’elencazione della consistenza, probabilmente incompleta, viene spontanea la domanda sugli artisti autori di tali opere.
Non sarà mai possibile avere la risposta per ogni singola colonna. Possiamo soltanto accennare con una certa sicurezza quali costruttori e quali scultori abbiano operato durante i periodi in questione e se questi possano essere annoverati tra i Maestri Comacini.
Da un’iscrizione del 1135 nell’avancorpo della fiancata occidentale del Duomo di Ferrara, è attestato Maestro Nicolao da Ficarola, della regione ferrarese, quindi non comacino. Iscrizioni al Duomo di Lucca della fine del 12° secolo dichiarano architetto Maestro Biduino da Bidogno presso Como. L’architetto del Duomo di Modena (iniziato nel 1099, consacrato incompiuto nel 1184) è conosciuto: Lanfranco. Questo Lanfranco da qualcuno viene nominato Maestro Comacino, ma a torto; poiché egli e nativo di Parma, perciò lombardo ma non comacino. Più importante e un architetto posteriore (verso 1200): Anselmo da Campione; nel 1209 viene definito il creatore della Porta Regia. Dalle sue mani, o comunque dalla sua scuola escono sicuramente le colonne annodate di questa porta. I tre figli, suoi aiutanti, come pure un nipote, sono conosciuti anche per nome. Come risulta da documenti, a Como i Maestri Comacini sono stati attivi al Duomo come in altre costruzioni. Sul municipio, il Broletto, sul retro del quale si trovano le due colonne annodate, è scritta una frase di Santo Monti, citato da E. Schmid: “uno dei più eleganti monumenti comaschi”. Presso il Duomo di Trento dal 1212 erano all’opera Mastro Adamo di Arogno, più tardi suo figlio Enrico ed i suoi figli Zanibono e Adamo; dal 1305 Mastro Egidio da Campione e suo figlio Benino (1321-1354).
Una pietra tombale dice che Adamo da Arogno iniziò il lavoro al Duomo di Trento l’ultimo giorno del Febbraio 1212 e passò l’incarico della prosecuzione dell’opera a suo figlio Enrico ed ai di lui figli Zanibono e Adamo. Ed è opinione comune di tutti gli storici dell’arte che in particolare la Porta dei Leoni provenga da questi Maestri Comacini. Questa è l’unica documentazione scritta a dimostrare la fabbricazione di colonne annodate da parte dei Maestri Comacini; ed i loro luoghi di nascita sono conosciuti, sia Arogno che Campione sono tra il lago di Lugano ed il lago di Como. Anche le altre località dove si trovano le colonne annodate sono nella zona di diffusione dei Maestri Comacini. Ma la ricerca dei costruttori delle colonne annodate viene resa più difficile dalla esiguità di documentazione di quel tempo. Le osservazioni precedenti dimostrano la contemporaneità delle prime apparizioni delle colonne annodate nell’Italia settentrionale da una parte, ed il ruolo primario dei Maestri Comacini dall’altra. Inoltre la costruzione di colonne annodate da parte dei Maestri Comacini è stata dimostrata con certezza a Trento e con una verosimiglianza prossima alla certezza a Lucca, Modena, Bolzano.
Ai dissenzienti, ora, dimostrare che nelle altre località gli scalpellini lombardi non vanno presi in considerazione quali autori. Ma anche in questo caso rimane valida la supposizione che le colonne di Trento, Lucca e Modena abbiano servito da modello. Gli scarsi dati positivi nella letteratura sono accettati da tutti. Egg: “Le colonne annodate, autenticamente lombarde”. Paul Naudon più precisamente le dice “comacine”. La definizione “nodi comacini” suona sì allettante, ma per quanto si è potuto constatare, finora non è che un pio desiderio.