BIBLIOGRAFIA

Baylot J., La voie substituée. Recherche sur la deviation de la Franc-Maçonnerie en France et en Europe, Dervy, Paris, 1985.
Cazzaniga G. M., La religione dei moderni, ETS, Pisa, 1999.
di Luca N. M., La Massoneria. Storia, riti e miti, Atanòr, Roma, 20012.
Giarrizzo G., Massoneria e illuminismo nell’Europa del Settecento, Marsilio, Venezia, 1994.
Ligou D., La posterité d’Hiram. Histoire et devenir de la Franc-Maçonnerie, Dervy, Paris, 1993.
Porset Ch., La devise maçonnique “Liberté, Égalité, Fraternité”, Edimaf, Paris, 1998.
Revauger C., La querelle des “Anciens” et des “Modernes”. Le premier siècle de la Franc-Maçonnerie anglaise, Edimaf, Paris, 1999.
Natale Mario di Luca

 

 

 

 

 

L’iniziazione massonica nei paesi europei

L’iniziazione massonica nei paesi europei

Si dà in genere per scontato che l’iniziazione muratoria corrisponda a una nozione unitaria, valida ed eguale a se stessa sia nel tempo – quanto meno nel corso dei quasi 300 anni trascorsi dalla fondazione della Gran Loggia di Londra (1717) – sia nello spazio, tenuto conto della propagazione della Libera Muratoria nel frattempo intervenuta in ogni continente ed in quasi tutti i Paesi.
Formalmente, in effetti, sussistono e sono verificabili tutti i presupposti per attribuire al fenomeno libero-muratorio una ininterrotta continuità nel tempo e una sostanziale identità rituale pur nelle diverse aree geografiche e culturali ove si è diffusa.
È innegabile, peraltro, che nonostante le differenze riscontrabili attraverso l’esame delle strutture aggregative liberomuratorie nella transizione da Paese a Paese e non di rado anche all’interno delle stesse realtà nazionali, a comune tra le espressioni in questione si può individuare senza difficoltà un nucleo, per così dire formale, identificabile con un percorso iniziatico che, almeno per i tre gradi di base o simbolici o azzurri (Apprendista, Compagno d’Arte e Maestro), appare costantemente sovrapponibile.
Senonché, una volta riconosciuto che l’evoluzione interna delle singole realtà massoniche nazionali ha prodotto nel corso di quasi tre secoli una pluralità di mutazioni morfologiche e di varianti rituali rispetto a un modello originario (per così dire: rispetto ad un protorituale unico), del quale siamo in grado di ipotizzare i tratti salienti anche se non siamo in grado di precisare le esatte fattezze, per cui ci è comunque possibile assegnare al suddetto nucleo rituale il valore di entità strutturale in larga misura unitaria, occorre subito dopo e senza ambiguità ammettere che le differenze e le dissimiglianze intervenute nel quadro dello stesso tricentenario sviluppo hanno prodotto variegature, anche formali, di conto non scarso.
Al riguardo conviene soltanto accennare che per gran parte le suddette variegature sono da ricondurre alla dualità di modelli rituali praticati durante il XVIII secolo, rispettivamente, dalle Grandi Logge inglesi degli Antients e dei Moderns, che trovarono un corrispettivo nella ritualità praticata dal Grande Oriente di Francia (cosiddetto Rito Francese o Moderno) e quella “scozzese”, più tardi, a partire dal 1804, evolutasi nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, oppure nel Regime Scozzese Rettificato o ancora, in parte della Germania e nei Paesi scandinavi, nelle diverse trasformazioni cui andò incontro il Regime templare della Stretta Osservanza.
Si deve inoltre osservare che mentre in Inghilterra la dualità tra ritualità degli Antients e ritualità dei Moderns finì per ricomporsi dopo l’intervenuta creazione (1813) dell’attuale Gran Loggia Unita, e che negli Stati Uniti d’America con il tempo è avvenuta una sorta di standardizzazione dei rituali nonostante un’eterogeneità d’origine dalle due Grandi Logge inglesi, non altrettanto si verificò nel continente europeo, dove al contrario al passo e secondo le fortune delle armate francesi, rivoluzionarie prima e napoleoniche poi, si diffusero largamente (per esempio: in Italia, in Spagna, in Portogallo, in Belgio, in Olanda, nella Germania occidentale) i diversi moduli rituali già elaborati nella Francia d’Ancien Régime.
La situazione odierna vede pertanto plurime tipizzazioni rituali, delle quali la principale è quella della Massoneria anglosassone, esemplificabile nel rituale Emulation, che tuttavia non è il solo. Più in generale però si è verificato, soprattutto nel corso dell’ultimo cinquantennio e in alcuni Paesi, un fenomeno nuovo, quello della diffusione di differenti pratiche rituali all’interno delle singole Grandi Logge. È così che per esempio nella Gran Loggia Regolare Francese, ove inizialmente le Logge lavoravano secondo i rituali del Rito Scozzese Rettificato e in numero minore secondo quelli Emulation, oggi sono ammessi anche quelli del Rito Scozzese Antico ed Accettato nonché quelli del Rito Francese, un tempo appannaggio esclusivo, rispettivamente, della Gran Loggia di Francia e del Grande Oriente di Francia, così come per contro anche queste ultime due Obbedienze, che non appartengono al circuito delle Grandi Logge “regolari”, consentono ormai alle proprie Logge l’uso di Rituali diversi, come quelli Emulation o quelli del Rito Scozzese Rettificato.
Il caso del Grande Oriente d’Italia, le cui Logge lavorano in stragrande maggioranza secondo un rituale unico, peraltro di elaborazione alquanto recente (1969), mentre pochissime hanno adottato il rituale Emulation, costituisce quindi una vera e propria eccezione, in controtendenza rispetto al resto delle Grandi Logge a livello planetario.
Ad esaminare più a fondo l’iniziazione muratoria ci si avvede con facilità che sotto il profilo sostanziale le differenze si accentuano secondo le aree geografiche e spesso anche all’interno delle stesse realtà nazionali.
Nonostante le difficoltà e le riserve che inevitabilmente si accompagnano ad ogni operazione di schematizzazione, che comporta sempre una semplificazione e un appiattimento della realtà, è innegabile che hanno corso nella Libera Muratoria differenti visioni e interpretazioni del percorso iniziatico, non riducibili a unità e talvolta persino diametralmente opposte tra loro.
Un autorevole studioso francese – storico di professione – qual è Daniel Ligou, distingueva alcuni anni fa (1993) orientamenti “biblisti” (tipici delle Massonerie anglosassoni), “mistici” e più o meno complementari a quelli religiosi del protestantesimo luterano (caratteristici delle Massonerie scandinave e delle Grandi Logge tedesche eredi delle antiche Grandi Logge prussiane), esoterici “laici” (non vincolati cioè a confessioni religiose, com’è il caso di alcune Grandi Logge insediate in Paesi a maggioranza cattolica, ove il rapporto con la confessione religiosa dominante è per forza di cose conflittuale), e infine un orientamento “secolarizzato”, proprio delle Massonerie che hanno eliminato dai propri rituali ogni riferimento religioso, compreso quello minimale al Grande Architetto dell’Universo (esempio principale ne è il Grande Oriente di Francia).
Questa suddivisione appare eccessivamente schematica, in quanto esprime al più coloriture prevalenti ma non generalizzabili. In realtà, attualmente le differenti interpretazioni dell’iniziazione muratoria hanno corso non tanto in funzione delle aree geografico-culturali, quanto addirittura delle diverse Logge all’interno delle varie Obbedienze e spesso anche all’interno delle stesse Logge.
Dovendo per necessità fare ricorso qui a schematismi, e quindi a semplificazioni, propongo a mia volta una tipizzazione di concezioni paradigmatiche dell’iniziazione muratoria, quali si apprezzano per così dire dall’interno della Libera Muratoria che oggi, a causa della facilità di comunicazione e di interscambi culturali, tende a frammentarsi secondo coordinate non più regionali o nazionali, bensì individuali.
Una prima differenziazione a mio avviso va posta tra visioni esoteriche e non esoteriche dell’iniziazione muratoria. Infatti, mentre non può non esservi uniformità di vedute sul carattere gradualistico e in qualche modo pedagogico dell’iniziazione muratoria, non sussiste invece alcuna uniformità di vedute sulla natura e sulle finalità dello stesso percorso iniziatico.
Una visione iniziatica ma decisamente non esoterica è quella, di largo seguito, secondo la quale compito dell’iniziazione muratoria, e quindi sua finalità, è l’educazione dell’uomo comune, ancorché “libero e di buoni costumi”, a inserirsi in una micro-società più perfetta rispetto alla società “profana”, in quanto ispirata al famoso trinomio “Libertà – Eguaglianza – Fratellanza” e regolata dalla norma della Tolleranza, laddove nella società “profana” predominano sentimenti di egoismo individuale o di gruppo, dispotismo ovvero “dominio dell’uomo sull’uomo”, diseguaglianze d’ogni sorta, nonché comportamenti d’intolleranza politica, religiosa ed ideologica più in generale. Codesta società in miniatura o in “vitro”, coltivata all’interno delle singole Logge, si propone come anticipazione di una società o della società più perfetta del futuro, cosmopolita, interconfessionale, interrazziale, pluralista sotto il profilo ideologico, garantista erga omnes sotto il profilo dell’affermazione e della tutela dei diritti individuali, nonché come laboratorio d’idee e di progetti da esportare nella società profana per guidarla sulla via della sua rigenerazione. Il simbolismo muratorio e l’iniziazione stessa, in codesta chiave interpretativa, propongono una procedura di rimodellamento dell’individuo da pietra grezza a pietra levigata da inserire nell’edificazione del gran Tempio armonico dell’Umanità tutt’intera, ovviamente futura, affratellata e rimodellata essa stessa secondo il disegno di una più elevata razionalità, all’insegna del Progresso, di cui è simbolo il Grande Architetto dell’Universo, personificazione di un progetto collettivo, superindividuale ed iperrazionale nei suoi fini più che per sua natura.
Le ascendenze ideologico-culturali di siffatta visione della Massoneria e dell’iniziazione che ne costituisce il cuore sono facilmente identificabili con quelle illuministe, precedute dal razionalismo baconiano e newtoniano e seguite dagli sviluppi del socialismo saint-simoniano e del positivismo comtiano e, più di recente, del neo-positivismo logico. In questa accezione tipologica, la ricerca iniziatica è per definizione relativistica, e cioè indirizzata verso l’acquisizione di verità relative, di valore e di portata individuali, e si incentra intorno al valore uomo, centro e misura di tutto, principio e termine della realtà, immanente ad essa ed in essa interamente declinato. Insomma, si tratta di un’iniziazione che pone a se stessa traguardi situati quaggiù e che postula una indefinita perfettibilità dell’uomo, riguardato però come homo socius, ossia in termini esclusivi di rapporto dialettico con il prossimo, da recuperare come rapporto fraterno e non di alterità.
Questo modello della Massoneria, come si è detto iniziatica ma non esoterica, è necessariamente laico ma non necessariamente irreligioso. È compatibile con una religiosità non rigida e non esclusiva, ma al tempo stesso è ampiamente compatibile con un ateismo non militante e non ostentato, posto che concepisce la nozione del Grande Architetto dell’Universo come mero simbolo, plasmabile ad libitum e secondo ogni gusto, anche soltanto come ideale del concetto di Umanità, sul quale può convenire senza difficoltà alcuna anche, se mi si consente un’alterazione della ben nota proposizione andersoniana, un ateo “non stupido”. Ma è compatibile, altresì, con una deriva mistica, succedanea o sostitutiva a suo modo di una prospettiva religiosa, fondata su una sorta di millenarismo o di chiliasmo utopico, secondo modalità già esperite d’altronde dal saint-simonismo e da talune correnti dello stesso materialismo marxista.
Si può aggiungere che, come brillantemente dimostrato dal Giarrizzo prima e dal Cazzaniga poi (ma per altra via lo aveva dimostrato anche Jean Baylot attraverso la sua tesi della “via sostituita”), questa concezione dell’iniziazione muratoria si fonda su una sua tradizione criptica o nascosta, trasmessasi attraverso il XVIII ed il XIX secolo, la quale si è avvalsa dell’ordito gradualistico, compreso quello dei cosiddetti “alti gradi”, al fine di occultarsi e di proteggersi rispetto alle forme politico-statuali esistenti, per modo che la rivelazione del suo “segreto” - il naturalismo come credo filosofico e la democrazia come programma politico - costituisse una rivelazione non immediata per i propri adepti ma il frutto di una meditata e partecipe militanza.
È interessante rilevare che nel Grande Oriente d’Italia alcune estremizzazioni conosciute dall’evoluzione del confratello Grande Oriente di Francia, quale la soppressione dell’invocazione al Grande Architetto dell’Universo, non vennero seguite a causa dell’influenza esercitata al suo interno dal pensiero di Giuseppe Mazzini, la cui peculiare religiosità costituiva un limite alle manifestazioni più radicali del Libero Pensiero. Lo stesso influsso mazziniano impedì o circoscrisse una diffusione del marxismo all’interno delle Logge italiane, contribuendo a determinare una profonda rottura con le correnti massimaliste del socialismo e una invalicabile incompatibilità, dopo la prima guerra mondiale, con il marxismo-leninismo della III Internazionale e con la cultura marxista, durata fino ad anni recenti, allorché il crollo del socialismo di Stato e la crisi del comunismo hanno consentito agli intellettuali post-marxisti di rivalutare o di considerare in modo più equilibrato una tradizione democratica, come quella massonica, fino ad allora spregiata come “borghese”.
A questa visione della Massoneria e dell’iniziazione muratoria, alla quale aderisce probabilmente la maggioranza dei Fratelli nei Paesi dell’area latina e dello stesso Grande Oriente d’Italia, se ne dovrebbe contrapporre secondo logica un’altra, per così dire “esoterica”.
In questo diverso versante, tuttavia, le differenziazioni non mancano e sono addirittura cospicue. Mentre è relativamente facile tratteggiare le fattezze della Massoneria razionalista, progressista, laica e non esoterica, in quanto rapportabile ad un comun denominatore ideologico-culturale, l’esame della Massoneria cosiddetta esoterica, ovvero delle valenze esoteriche dell’iniziazione muratoria, si deve commisurare con una molteplicità di tendenze e si disperde per molti filoni, tutt’altro che apparentabili tra loro.
Il discrimine, in effetti, tra iniziazione massonica esoterica e non esoterica finisce per risultare meno netto di quanto da taluni sostenuto.
Infatti le radici e le fonti ispiratrici delle valenze cosiddette esoteriche sono estremamente eterogenee e talvolta sovrapponibili, in tutto o in parte, con quelle della Massoneria laica e umanitaria esplicitamente non esoterica.
Nel mare magnum dell’esoterismo, del quale le espressioni muratorie costituiscono parti non sempre distinte e isolabili, confluiscono correnti di pensiero nobili e ignobili, dalla provenienza più disparata, che spaziano dall’aggancio con questa o con quella confessione religiosa, della quale si propongono allora come controparte o come sviluppo élitario, al sincretismo tra le varie religioni, delle quali teorizzano un’unità trascendente o un punto d’intersezione – ovviamente apicale – ove gli iniziati si collocherebbero di diritto, al riflusso o alla riemersione di sub-culture magico-occultistiche riattualizzate in termini pseudo-scientifici mutuati da altre sub-culture più recenti, su base psicologica, etnologica, etc. (ed è questo il caso di molti movimenti situabili nel contesto della New-Age o della Next-Age, come nel XIX secolo fu il caso, per molti aspetti, del movimento teosofico e della sua variante antroposofica). Non infrequentemente, poi, le accennate mouvances, esoteriche o sedicenti esoteriche, si coniugano e si ricompongono in un vago sincretismo, ove si ibridano tra loro in una inverosimile insalata russa tutti gli esoterismi d’Oriente e d’Occidente: sufismo, Qabbalah, induismo vedantico o tantrico, buddhismo tibetano e zen, come pure alchimia, teurgia vecchia e nuova, neo-gnosticismo, magismo delle più varie connotazioni (bianche e nere), ermetismo cristiano o neo-pagano, esicasmo cristiano-ortodosso e yoga indiano, etc.
Non fu per caso, invero, che proponendo nel novembre 2000 un convegno a Roma del Grande Oriente d’Italia dedicato all’esoterismo, pur restringendo l’esame a quello radicato all’interno della storia della Libera Muratoria, il comitato scientifico scelse quale sottotitolo “L’arca vivente dei simboli” e, quale simbolo grafico, una riproduzione dell’arca di Noè inquadrata tra due colonne, ripreso peraltro anche nel convegno odierno, che di quello svoltosi a Roma nel 2000 costituisce in qualche modo il prosieguo. Voleva essere un modo, quello, di riconoscere che l’esoterismo massonico ha fruito di molteplici apporti, ma anche di ammonire che lo stesso esoterismo, pur così composito ed eterogeneo, va esaminato o ricostruito secondo coordinate muratorie, e cioè omogenee rispetto al nucleo rituale e simbolico della Libera Muratoria. Altrimenti, tanto varrebbe assumere a simbolo la torre di Babele.
Nell’epoca di Internet e di una circolazione della cultura senza precedenti nella storia, sono caduti molti steccati che consentivano, per l’addietro, di circoscrivere in termini geografici e nazionali le forme di esoterismo tipiche di questa o di quella espressione della Libera Muratoria. L’impressione generale è quella di una osmosi capillare e continua di contenuti della più disparata provenienza. Tuttavia non bisogna dimenticare che questo fenomeno di continuo passaggio di idee tra l’interno e l’esterno della Libera Muratoria è tutt’altro che nuovo e insolito. I materiali massonici più autentici e genuini – i rituali – costituiscono l’esempio più evidente della capacità di assimilazione, da parte della Libera Muratoria, della evoluzione e dell’elaborazione di idee maturate all’esterno di essa. Il rituale per il grado di Compagno d’Arte attualmente in uso nel Grande Oriente d’Italia, ad esempio, espone un iter gnoseologico – dalla razionalità all’intuizionismo – che quasi letteralmente ricalca quello bergsoniano. Inutile dire che di codesta gnoseologia non v’è traccia alcuna nei rituali in uso anteriormente al 1969 e che nondimeno la stragrande maggioranza dei Fratelli la ritiene espressione della più pura Tradizione muratoria, data per così dire ab origine. Altrettanto si può rilevare a riguardo dei rituali di altre Grandi Logge europee, dove “prestiti” del tutto recenti da filoni culturali esterni, esoterici o meno, abbondano e sono reperibili con facilità.
L’apertura all’esterno è segno inequivoco di vitalità e di adeguamento ai tempi, posto che il problema fondamentale di qualsiasi organizzazione, iniziatica o non iniziatica, è pur sempre quello del linguaggio e della traduzione in forme intelligibili e comprensibili del proprio messaggio. Tuttavia occorre mantenere un giusto e delicato equilibrio tra le caratteristiche proprie dell’esoterismo muratorio – che vanno approfonditamente ricercate e in taluni casi riscoperte – e quelle che transitoriamente la Libera Muratoria può prendere a prestito o mutuare dalle mode culturali.
In conclusione, sul tema dell’iniziazione muratoria si propongono oggi problematiche generalizzabili all’intera Libera Muratoria in Europa, come forse nel resto del mondo.
Una prima problematica, e probabilmente la più preoccupante, è identificabile con i processi di profanizzazione o di secolarizzazione, d’altronde inevitabili nel contesto di un’organizzazione iniziatica tanto frammentata e priva, anche per sua scelta, di momenti o di centri direttivi comuni, a larga composizione numerica e soggetta a una costante immissione di contenuti “altri” dall’esterno. Certamente questa problematica impone un’altrettanto costante opera di filtrazione e di “ritorno alle origini”, che ogni generazione di Liberi Muratori deve effettuare per suo conto proprio mentre e laddove si cimenta con l’opposta opera di interpretazione della realtà “profana” in cui si trova a operare e interagire.
Altra problematica, non meno pressante ed importante, è quella di ricercare, di conservare e di preservare le proprie caratteristiche di iniziazione esoterica originale, vigilando sulle ibridazioni a carattere sincretistico come pure sulle sbandate in senso mistico-religioso (e cioè essoterico) oppure sulle contaminazioni con gli “esoterismi triviali” o pseudo-esoterismi.
Il percorso di una iniziazione muratoria che voglia essere anche esoterica si profila, quindi, come delimitato da margini molto ridotti e rigorosi. Si tratta, in definitiva, di una “via stretta”, sulla quale è relativamente facile muovere i primi passi ma non altrettanto facile procedere senza deviare.