-
Si può anche ricordare una
poesia di Henry Adamson, comparsa nel 1638 a Edimburgo, in cui si dice: «Noi siamo
Fratelli della Rosacroce; abbiamo la Parola massonica e la seconda Vista». Cfr. E.
Lennhoff, 0. Posner, Dizionario massonico internazionale, Monaco Zurigo Vienna
1932, p. 1331.
-
Beyer Bernhard, Il sistema
della Rosa+Croce dOro, Hiram, Augusta 1978.
-
Idem, p. 4.
-
Miller Horst: La Rosa + Croce
dOro, struttura, programma ed attività di una società segreta antilluministica,
in Società Segrete di Peter Christian Ludz, Heidelberg, 1979, p. 153 sgg.
-
Rosenberg Alfons, Introduzione
a Johann Valentin Andreae, Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuts, Anno 1459,
Monaco 1957, Flanegg, p. 10 e sgg.
-
Cfr. Koyré Alessandro: Dal
mondo chiuso allUniverso infinito, Francoforte 1969.
-
Pico della Mirandola, La
Dignità dellUomo, Friburgo Francoforte Vienna p. 52 e sgg.
-
Jaeckle Erwin, a cura di, Paracelso:
la sua visione del mondo nei termini della sua opera, Zurigo 1942, pp. 83-84.
-
Il concetto di «Panteismo» è
stato creato da Karl Christian Krause (1791-1823), un famoso filosofo massone, scolaro di
Fichte e Schelling.
-
Comenius, cit. da Franz
Hofmann, Jan Amos Comenius, Maestro di nazioni, Lipsia Jena Berlino 1975, p. 99
sgg.
-
-
Cfr. Schaller Klaus: La
pedagogia di Johann Amos Comenius e gli inizi del realismo nella pedagogia del 17° secolo,
Heidelberg 1967, pg. 16 sgg.
-
Id. p. 29.
-
Comenius, cit. da Riemeck,
Renato, Laltro Comenius, Francoforte 1970, p. 63.
-
Peuckert Will. Erich: Pansofia,
un tentativo nella storia della magia bianca e nera, Berlino 1976, p. 353.
-
-
Cfr. Van Dülman Richard: Lutopia
di una comunità cristiana: Johann Valentin Andreae, Parte I, Stoccarda Bas Cannstatt
1978, p. segg. Cfr. anche Frick Karl, Karl R.H., GlIlluminati, Graz, 1973, p.
123 sgg.
-
Cfr. Frick; p. 152 sgg. Da
ricordare anche gli studi fondamentali di Schick Hans, La storia segreta dei
Rosenkreuzer, Schvarernburg 1980.
-
Frick, op. cit. p. 153.
-
Id. p. 156.
-
Van Dülman, anche a p. 11.
-
-
Andreae Johann Valentin, Christianopolis,
Lipsia 1977, p. 6
-
Id., p. 8 sgg.
-
-
-
-
Bloch Ernst, Il Principio
della Speranza, vol. II, Berlino 1955, p. 204.
-
Id., pp. 204-205.
-
-
-
Cfr. anche Van Dülman, p. II
sgg.
-
Bloch, p. 206.
-
Schick Hans, Lantico
Rosacrocianesimo. Un contributo alla storia delle origini della Massoneria, Berlino
1942, p. 63.
-
-
-
Cfr. Andreae, Christianopolis,
p. 71 sgg., dove egli, proprio secondo lo stile di Bacone, inveisce contro «Ciarlatani e
Medicastri».
-
Schick, op. cit., p. 154-156
sgg.
-
Id., p. 156 e 292.
-
-
Comenius, in op. cit. p. 292.
-
Cfr. per i rapporti fra
Massoneria ed Illuminismo e Deismo, Schenkel Gotthilf, La Massoneria alla luce della
storia delle religioni e della Chiesa, Gotha 1926, p. 21. La problematica completa è
trattata da Lechler Gotthard Victor, Storia del Deismo inglese, Tubinga 1841,
(rist. Hildescheim, 1956).
-
Queste idee sullunità
del genere umano, cui corrisponde lutopia duno stato ideale universale, sono
riconducibili agli stoici, che Bloch chiama «antichi Massoni»: cfr. Bloch, op. cit. p.
52 sgg.
-
Schick, op. cit. p. 294.
|
La questione dei rapporti fra Massoneria e Rosacrocianesimo appartiene ai vecchi temi
delle ricerche massoniche. Ma ciò non vuol dire che si siano raggiunti risultati
soddisfacenti. Nellesaminare la vastissima letteratura primaria e secondaria, ci si
imbatte in un groviglio, allinizio scoraggiante, dì credenze storiche, di leggende,
di verità, di possibilità. Alcuni autori considerano i rappresentanti del movimento
Rosacroce del 17° secolo come i diretti progenitori della Massoneria inglese del 1717,
altri 1 ritengono che i Rosacroce siano
stati essi stessi già dei Massoni. Altri storici propongono due binari storico
ideologici, relativamente autonomi, e ne indagano le influenze e le reciproche
interferenze. La questione del Rosacrocianesimo nella storia delle origini della
Massoneria non è assolutamente di facile spiegazione. Anche la simbologia di alcuni gradi
superiori permette soltanto delle supposizioni.
Nel 18° secolo, allepoca del massimo splendore nellEuropa occidentale delle
associazioni massoniche e rosacrociane, la Libera Muratoria, come organizzazione già
consolidata, era palesemente più la parte offerente che non ricevente. Lo confermano i
testi pubblicati dal F.·. Beyer nel 1925 su Gli insegnamenti dellOrdine della
Rosa + Croce dOro 2. Questo
sistema è nettamente diverso dalla attuale Massoneria per le sue caratteristiche di
catechismo razionale, che non permette nemmeno lintroduzione di una vicenda rituale.
A ciò si riferisce il F.·. von Pölnitz nella sua introduzione al lavoro di Beyer. Nella
Croce dOro e nella Rosacroce egli vede una discendenza della Massoneria con
allusioni alchemiche, cui manca lautonomia di un vero legame attraverso i misteri,
al quale invece appartengono 3 leggende
proprie e una simbologia originale. Daltra parte i sistemi massonici alla fine del
18° secolo sono abbondantemente permeati di elementi rosacrociani.
Se questi oggi rappresentavano qualcosa di più di semplici sovrapposizioni, che risultano
estranee allo spirito illuministico della Massoneria 4,
non ne deriva che al Rosacrocianesimo non si possa attribuire una reale importanza per la
Massoneria. Effettivamente si può notare che le radici storico spirituali della
Massoneria, nella misura in cui essa rappresenta qual cosa di moderno e di specifico, si
ritrovano nellantico, autentico Rosacrocianesimo del 17° secolo, che non deve
essere confuso con la sua fiorente evoluzione del 18° secolo.
Il presente articolo esamina le influenze del Rosacrocianesimo sullevoluzione
storica della Massoneria alla luce della migliore letteratura sullargomento. Non si
tratta di una tesi dogmatica: mi sono preoccupato di citare quei fatti relativamente
accertati, che devono venir presi in esame se ci si vuole orientare nella problematica
tanto complessa dei rapporti fra Massoneria e Rosacrocianesimo, qualunque sia
linterpretazione cui si perverrebbe.
Il passaggio dal 16° al 17° secolo fu per LEuropa un periodo di irrequietezza e di
fermenti. Gli uomini consideravano antiquati i loro principi di vita sociale e culturale.
Il carattere obbligatorio delle credenze tradizionali sembrava pericolante. Stava sorgendo
una nuova visione del mondo. La nuova fisica stava imparando a leggere, con una metodica,
nel libro della natura. Allo spirito empiristico di rigorose sperimentazioni si unì un
razionalismo che dette vigore solo a quello che reggeva di fronte a una sovrastante
intelligenza.
Bacone e Cartesio, i grandi metodologi, erano gli araldi di una nuova epoca. Le «cose»
dettero la misura del ragionamento critico. Il principio, lucido e calcolato, di una
borghesia che stava emancipandosi dai poteri del passato, si sentiva dovunque. Scienza e
fedi si allontanavano talmente luna dallaltra che anche il protestantesimo si
irrigidì nellortodossia. Stato e Chiesa esigevano una riforma. Le migliori teste
europee sentivano il peso della decrepitezza, altrettanto ansiogeno quanto la paura del
futuro.
In questo fragile periodo di transizione risuonò improvvisa la nuova parola
dordine, ancora oggi valida: ricostruzione generale di tutto il mondo. Essa fu
sostenuta da un gruppo di persone che si autodefinivano Rosacrociani, sparse,
inafferrabili, avvolte nel mistero. Si trattava di cristiani profondamente inquieti,
aperti ai problemi del mondo, provenienti per lo più dalle chiese riformate, che
perseguivano una sintesi, conforme alla svolta storica, di fede e di scienza, di religione
e di razionalità. Iddio -essi ne erano persuasi- si manifesta sia in maniera sensibile
che soprasensibile. Comunque, al di sopra di ogni separazione preesistente, tutto deve
tendere verso una unità superiore.
Alfonso Rosenberg così descrisse il punto centrale programmatico dei Rosacrociani: «per
essi creazione e redenzione, il dono divino della grazia e la cultura umana erano
scaturiti da ununica radice ... e indicavano ununica meta futura.
Lumanità intera, dambo le parti, il mondo intero nel profano e nel divino.
Questa era la meta della loro visione. Un respiro attraversò il mondo di allora: dunque
questa vita di contrasti doveva venir vinta; dunque era possibile ricongiungere in Cristo
tutto quello che era stato e quello che sarà, il mondo interiore ed esteriore. Questi
furono gli uomini che fecero rivivere la Croce, unica Spes. Ma ora non si trattava più
dellisolata Croce della Passione, ma come il nome stesso del movimento indicava,
la Croce nella Rosa: la Croce come segno di redenzione nella Rosa, il segno
della multiforme creazione, della natura, del mondo» 5.
In altre parole il nuovo insegnamento promette lunificazione della vita scissa.
Coraggiosamente esso solleva la materia a una coscienza religiosa, insegnando francamente
la sua conformazione cristica. A una interiorizzazione mistica corrispondeva una
religiosità universale, spesso accompagnata da audaci speculazioni naturali. Sembra
possibile conciliare lastratto e il concreto, fede e scienza, nellidea di un
Cristo antidogmatico, di grandezza cosmica. È sorprendente quanto diversi, per
nazionalità ed estrazione sociale erano gli uomini che agivano come propagandisti
dellannuncio rosacrociano di salvezza. Tra questi litaliano Campanella, frate
domenicano e social utopista; Johannes Arndt, mistico protestante; Amos Comenius, il
famoso pedagogista ceco; il medico inglese Robert Fludd; Christoph Besold, insegnante di
diritto a Tubinga e teologo; e infine il suo allievo Valentin Andreae, al tempo della sua
fama europea studente di teologia a Tubinga, poi predicatore di corte a Stoccarda.
Prima di studiare più a fondo il movimento rosacrociano della riforma bisogna ritornare
alla filosofia del Rinascimento e dellUmanesimo, che costituisce una delle sue fonti
principali. Si devono ricordare tre principi fondamentali, il primo dei quali,
linfinità spaziale delluniverso, si riconduce alla meccanica celeste di
Copernico, Keplero e Galilei. Nicolò Cusano lo anticipa, Giordano Bruno fonda su di esso
la sua cosmologia speculativa 6. Secondo
essi, la terra è un corpo celeste fra gli altri pianeti e si muove con essi attorno al
sole. Come le nostre conoscenze possono fare progressi allinfinito, così anche
luniverso da conoscere deve essere infinito.
Il secondo concetto aglinizi della nuova era si riferisce alla unità dello spirito
e della natura. Accanto a Bruno, esso è sostenuto in modo decisamente risoluto dal famoso
medico e filosofo naturalista Paracelso. Per lui la filosofia è una natura invisibile e
la natura è una filosofia visibile. Tutte le cose in natura, insegnava Paracelso, si
trovano in reciproca correlazione simpatetica. Tutte hanno unanima e sono costruite
in maniera simile luna allaltra. Dato che gli avvenimenti nel mondo del
macrocosmo riflettono il destino del microcosmo, luomo, dalla posizione delle
costellazioni si può leggere la sua sorte. Ecco la motivazione (ancora oggi difficilmente
comprensibile) della funzione dellastrologia nel pensiero del Rinascimento.
Il terzo pensiero riguarda lemancipazione dellindividuo. Lidea della
libertà, proveniente dalla natura, generò nei neoplatonici Marsilio Ficino e Pico della
Mirandola il concetto dellautonomia di tutti gli esseri allinterno di un
universo qualitativamente graduato. Così, per Pico della Mirandola, nel suo scritto La
dignità dellUomo, Dio, lArtefice Supremo si rivolge allUomo:
A te, Adamo, non assegnammo né una residenza determinata né un aspetto particolare
né un patrimonio esclusivo, perché tu Possa avere qualunque dimora tu voglia, qualunque
aspetto tu desideri e tutti i doni che preferisci, secondo la tua volontà. Per tutti gli
altri viventi, la natura degli esseri viventi è legata alle leggi da noi statuite e sarà
quindi mantenuta entro quei limiti. Ma tu non sei ostacolato da limiti insuperabili; anzi
secondo la tua propria libera volontà, nelle cui mani io ho posto il tuo destino,
addirittura predestinerai da te stesso a te stesso quella natura. Io ti ho collocato al
centro del mondo, perché tu possa guardarti attorno e conoscere tutto quanto cè in
questo mondo. Noi non ti abbiamo creato né celeste né terreno, né mortale né
immortale, affinché. tu quasi modellatore e poeta assolutamente libero e retto
governatore, ti possa dare da te stesso quella forma che ti sarai scelta per vivere. Sei
libero di degenerare nel mondo inferiore degli animali: sei altrettanto libero di elevarti
nel mondo superiore della Divinità, per decisione del tuo spirito. 7
Questa libertà nella figura umana, così energicamente descritta da Pico, venne
completata da Paracelso, secondo il quale lUomo operoso non affronta la natura, il
suo laboratorio, come un dominatore a essa ostile che la manipola dallesterno. Egli
trasforma le cose, ma rimane sempre in sintonia con esse, quale collaboratore al processo
creativo della natura. Il suo lavoro (transmutatio) realizza le possibilità
obiettive della materia e le conferisce quindi un maggior valore. «Perché la natura
-dice Paracelso- è così sottile e tanto severa nelle sue cose che non vuole sia usato
nulla senza una grande arte. Perché essa nulla fa alla luce del giorno che possa essere
compiuto istantaneamente, ma è luomo che deve completare lopera: e questo
compimento si chiama Alchimia ... Quindi ciò che proviene dalla natura per essere utile
alluomo, e colui che perviene allordine stesso della natura, quegli è un
Alchimista» 8.
Torniamo indietro al pensiero rosacrociano degli inizi del 17° secolo. Due concetti
richiamano anzitutto la nostra attenzione: teosofia e pansofia. La teosofia è una ricerca
dellassoluto nella natura, indipendentemente dallautorità religiosa, che
procede con tendenze mistiche ma che in alcun modo deve essere aprioristicamente
anticristiana. Al riguardo è significativo dal punto di vista storico filosofico il caso
del seguace di Paracelso, il mistico della filosofia Jakob Böhme (1575-1624). La
concezione teosofica del mondo è panteistica: Dio non è una persona, bensì identico al
mondo, totalmente compreso in ogni sua parte: omnia ubique. Pertanto il mondo, come
nello Spinozismo, deve essere considerato un ordine statico, geometrico oppure, secondo
Böhme, dinamico, la cui armonica unità dialettica della natura va collegata
alleterno reciproco conflitto delle forze.
Unimportante variante della teosofia è il panteismo 9:
linsegnamento del «tutto in dio», tentativo di unificare il teismo e il panteismo.
Il mondo è una forma della manifestazione in Dio. Ma Dio non abita il mondo, che invece
è dentro di lui. Goethe ha definito il Panteismo con queste meravigliose parole: E tutto
quanto urge, quanto lotta, è eterna pace in Dio, nel Signore.
Il concetto di «pansofia» compare per la prima volta nel 1616 in una raccolta di scritti
rosacrociani. Esso fu divulgato dallopera di Johann Amos Comenius (1592-1670) come
vescovo della Confraternita boema, umanista ed educatore. Il titolo della sua grande
opera, De rerum humanarum emendatione (il manoscritto fu scoperto solo nel 1935),
caratterizza la sua indefessa fatica per il miglioramento della umanità. Gli scritti Pansophiae
prodomus 1639) e Schola pansophiae (1670) intendono con pansofia,
un panorama sistematico, esattamente delineato sulluomo. Il Lexicon reale
pansophicum, una parte dellopera citata, era destinato a «esaminare
lintero universo e definire i limiti di tutte le cose essenziali, il concetto delle
cose e delle parole, al fine di mettere ovunque in luce quali sono le cose fra loro eguali
o simili, diverse o dissimili; quali, in definitiva, contraddittorie e antagoniste» 10. Comenius intende presentare «la
dimensione vera e reale di tutte le cose» 11.
Il fatto che egli le ordina secondo lalfabeto dimostra che non ha fiducia nelle
motivazioni finali della scolastica tradizionale. Non è possibile uneterna
sicurezza: «la divinità che si manifesta nel mondo viene da noi sperimentata come un
fatto storico, come emanazione» 12.
Lo scritto di Comenius Via Lucis (1642), stimolato da Bacone, sviluppa il progetto
di un Collegio universale formato da uomini di tutte le nazioni, colti e attivi, i
quali dovrebbero cercare i mezzi per condurre al benessere tutto il genere umano. Egli era
interessato a unire intimamente i singoli dispersi con la luce contemporaneamente divina e
razionale (Lumen divinum et razionale). La pansofia deve conciliare il sapere
terreno, rappresentazione fedele della struttura dello universo, con la saggezza divina.
Premesso che le idee di tutte le cose, come si esprime Comenius in un linguaggio
neoplatonico, provengono da Dio, e deve regnare una «Panarmonia» come laccordo di
tutto nel Tutto 13.
Accanto alle vecchie scienze occulte, magia, astrologia, alchimia, compare con Comenius un
vero sistema pedagogico con basi empiriche. Ragione, mondo e Bibbia sono le tre strade che
conducono alla saggezza e sono descritte nel saggio lUnum necessarium (1668):
«La prima è un sentimento sano, dotato di una forza naturale conoscitiva che deve essere
illuminata dal ragionamento; la seconda è il mondo con le sue creature, che può essere
governato con laiuto del sentimento; la terza è il libro della Bibbia, pieno di
misteri rivelati, che la fede esplora. In questi tre libri di Dio è contenuto tutto
quanto è degno di essere saputo: essi sono un unico mezzo, necessario per raggiungere la
saggezza» 14.
Will Erich Peuckert, che in importanti studi storici di pensiero e sociologia ha
recentemente esaminato le ramificazioni della letteratura del Rinascimento e del Barocco,
fa notare che Teosofia e Pansofia sono il ponte verso le nuove società occulte fino alla
Massoneria, la quale nella sua forma è la continuazione di vecchie tradizioni, mentre il
contenuto rimane il concetto dellumanità secondo la nuova definizione. Se la
Teosofia pone al centro la conoscenza di Dio e il suo concetto, diverso è il pensiero,
come Peuckert afferma, dei pansofici Rosacrociani che seguono Paracelso: «Noi costruiamo
dal basso lalto: alla base stanno le cose di questo mondo. La natura, con le piante
e gli alberi, gli animali e gli uccelli, i minerali e le pietre, tutto questo è solo un
libro di lettura, dove si riconosce la potenza di Dio. E si riconosce la sua fedeltà
verso di noi. E forse si può anche riconoscere il suo pensiero» 15.
Parlando di Dio, il Barocco non può astrarlo dal suo mondo. Se il Teosofo vuole
comprendere il mondo dal divino Centrum Naturae, per il Pansofo si tratta solo,
dirigendosi dallesterno verso il centro, di portare alla luce il senso del tutto.
Per Peuckert entrambe le strade, dallesterno verso linterno e
dallinterno verso lesterno, sono praticamente eguali: «Cosera il Primo?
Non posso dirlo. Entrambi sono viventi, uno accanto allaltro. Entrambi compaiono
nello stesso momento. Alluomo si presentano due strade: la destra, che porta
allUnione, e la sinistra che procede attraverso la conoscenza. Oggi si chiamano
Teosofia e Pansofia» 16. Fin qui la
definizione di questi due concetti. Prendiamo ora in esame il movimento rosacrociano.
Verso la fine del 16° secolo, nellEuropa Occidentale e specialmente in Germania,
erano diffuse speculazioni teosofiche, cabalistiche, alchemiche, Frotte militaristiche
delle più svariate tendenze profetizzavano, dallApocalisse di Giovanni, che nel
secolo successivo sarebbe avvenuta una grande riforma. Si era sazi di litigi professionali
e si pretendeva una convivenza veramente cristiana, una «societas christiana» 17. Il movimento rosacrociano che stava
sorgendo rispondeva alle perplessità e agli aneliti del tempo. Un cristianesimo
riformatore, evoluto e arricchito di pansofia doveva alla fine promuovere delle riforme.
La storia dei vecchi rosacrociani, giustamente si richiamano autori come Frick e Schick,
è una storia della loro letteratura 18.
Il gruppo di Tubinga attorno al giovane studente di teologia Johann Valentin Andreae
(15861654), il cui debutto letterario trovò uneco inaspettata, non poté rimanere
solitario. Il movimento proseguì superando lo stesso Andreae. Non si ebbe allinizio
una Confraternita saldamente organizzata, ma circoli disuniti di consenzienti. Uniti erano
solo nellopposizione contro lortodossia dentrambe le chiese. Se Roma
vedeva in essi dei luterani eretici, i religiosi protestanti li incolpavano di tradimento
rispetto a Lutero. Teosofia e Pansofia, dice Frick, erano «ledificio dei liberi
cristiani che, con una visione universale del mondo, furono i precursori delle nostre
società occulte» 19.
La ricerca distingue i tre cosiddetti lavori propriamente rosacrociani di Andreae: Fama
Fraternitatis, Confessio Fraternitatis e Le nozze mistiche di Christian
Rosenkreuz: anno 1459, che comparvero in rapida successione fra il 1614 ed il 1616,
fra la massa enorme di risposte favorevoli e contrarie, suscitate da essi (fino al 1625 vi
sono circa duecento pubblicazioni). La vastissima discussione delle idee rosacrociane,
spesso controversa, doveva avvantaggiare la trasformazione. Frick cita due direzioni in
cui essa si sviluppò 20. Nel ramo
primitivo, teosofico cristosofico, rappresentato da seguaci di Valentin Weigels (1533-88)
e di Böhme, nonché da Abraham von Franckenberg (1593-1652) e da elementi di mistica
cristiana talvolta eterodossa, si arriva al sorgere della letteratura sul Pietismo, mentre
laltro ramo rimane alchemico pansofico. A esso appartennero il mago naturalista
chiliastico Julius Sperber (15?-1616) e i medici Michael Maier (1568-1622) e Robert Fludd
(1574-1637). Entrambi i rami dettero origine diretta alle società segrete del 18° secolo
che, come detto in precedenza, in qualità di Rosa+Croce dOro, si manifestarono
spesso sotto forme massoniche.
Limportanza di Andreae sia ben chiaro non si esaurisce nel fatto che, volente o no,
fu liniziatore del movimento rosacrociano di carattere universale. Gli studi di van
Dülmen lo descrivono come molto più che una figura rappresentativa «della prima cultura
della nuova era, come veniva compresa nelle premesse del sorgere dellassolutismo e
allinizio della secolarizzazione del pensiero sociale allepoca della guerra
dei Trentanni. Il suo programma di fondare una società di studiosi di religione fu
attivata dagli studi cristiano umanistici di Comenius e Leibniz fino a congiungersi in una
riforma del sapere, della chiesa e della società» 21.
Van Dülmen sottolinea che Andreae nel suo romanzo Christianopolis (1619), «primo
e unico tedesco .... nella formazione di un pensiero utopistico», si sia interessato del
fatto che «le specifiche modalità despressione della volontà di cambiamento della
nuova erano derivate da unintelligenza europea» 22.
Lutopia di Andreae duna comunità cristiana tendeva, come lui stesso disse, «a
riportare la luce sui candelabri e a disperdere le tenebre» 23.
Il teologo svevo si considerava il legittimo successore di Lutero. Perché la grande opera
non rimanesse priva di risultati si rendeva necessaria una buona riforma che si estendesse
anche ai rapporti sociali. Da ciò lacutezza della sua critica del tempo:
Dato che proprio i capi religiosi -così scrive- non volevano ammettere alcun traffico
con gli uffici spirituali, i governanti non volevano ammettere alcuna ingiustizia, gli
accademici alcuna ignoranza, furono considerati tentativi rivoluzionari i solleciti alla
devozione, alla rettitudine e alleducazione ... Perché il mondo preferisce sapere
piuttosto taciuti i propri peccati che elogiati ... In questa maniera, gli ipocriti hanno
disteso il loro ombrello protettivo sulla religione, la tirannide sulla vita politica, la
sofistica sul sapere, e hanno tirato a sé, a forza, il potere, in nome e per ordine della
ignoranza. 24
Linguaggio energico, affatto sornione! Andreae conosceva quella che egli chiamava «lessenza
di questo mondo». Come scrive più tardi in un articolo di utopia sociale, «per
glimbroglioni non cè nulla di più insopportabile quanto la verità e la
sincerità: essi le odiano a tal punto che, senza comprendere la miseria della loro
collera, si spogliano delle croste, delle maschere e dei mantelli, vengono fuori
improvvisamente nudi e tradiscono così le infamie nascoste. In quale maniera infamante,
lingordigia in mezzo alle chiese, la decadenza morale, la, molteplicità dello
spirito nel suo centro di potere, la corruzione generale dal titolo privo di significato,
la sfrenata dissipazione, vengono abbellite, anzi elogiate, e ognuno che avesse ancora
sentimenti onesti, lo vedeva con errore» 25.
La teosofia di Andreae univa la speranza di un miglioramento delle condizioni corrotte con
la realizzazione dellimmagine di Cristo 26.
Essa intende unire la lealtà e la dottrina, affinché una accresca lo splendore
dellaltra 27.
Il tenore battagliero, critico sociale e protoriformista degli scritti di Andreae, ebbe
una notevole influenza su Ernst Bloch. Come materialista utopistico speculativo e come
provato conoscitore della tradizione gnostico eretica cristiana, egli dedicò loro un
monumento nel suo capolavoro Il Principio della Speranza. In relazione alla nostra
esposizione le considerazioni di Bloch sono essenzialmente degne di riflessione. Egli
ritiene che la terminologia alchimistica di Andreae (come anche quella di Paracelso) tende
al «cambiamento del mondo»: per il vero Adepto si tratta di una «purificazione più
ampia di quella dei metalli scadenti in oro» 28.
Bloch caratterizza le Nozze Chimiche di Andreae così: «Lo scritto si rivolge
direttamente contro i cattivi bollitori doro; esso può essere interpretato come la
presa in giro di tutta larte ermetica. Il grande significato dellopera è
sostanzialmente uninnegabile satira; essa apre alle Nozze Chimiche una
strada doro ed al Cavaliere Allegorico che la percorre globalmente, il senso
alchimistico è palese nellallegoria di Andreae ma non del tipo che si esaurisce
nella metallurgia. Se egli si fosse limitato a ciò, le Nozze Chimiche
avrebbero un riferimento nullo o molto piccolo con la bollitura delloro. Ma se l
Alchimia è interpretata come la mediatrice duna trasformazione universale o
duna riforma generale, allora si può comprendere come glingenui contemporanei
abbiano visto nel romanzo, anche se esso è un frammento caratteristico, lallegoria
più rilevante per il lavoro di perfezionamento» 29.
Il profondo significato della «preparatio lapidis aurei» è secondo Bloch il fatto che
«esso doveva essere inteso non solo come allegoria, ma come simbolo già nel senso
finale, cioè come immagine della unità finale dellaureo Pan in fermento» 30. Nella misura in cui, nel mondo
ufficiale, alla cristianità venne a mancare la libertà annunciata dalla riforma, la
pressione della borghesia spianò la strada verso le società ermetiche del Barocco
tedesco. Accanto ad alcune manifestazioni selvagge e fantastiche, il loro insegnamento
conteneva un qualcosa di non concluso, che ci colpiva ininterrottamente. Non è ancora
estinto il grido dallarme dei rosacrociani. Perciò Bloch ribadisce la stretta
connessione fra «preparazione delloro e il progresso della umanità» 31. Le finalità terrena e ultraterrena
sono intrecciate in modo inestricabile nellopera di Andreae. Così egli poté
diventare il pioniere non solo del Pietismo ma anche dellIlluminismo. Thomasius non
lo considerava meno di Herder o di Spener e Francke 32.
Questa inscindibilità dei momenti, che nel Rosacrocianesimo sono contenuti separati
(oppure solo separabili) si ripercuote nel fatto, difficilmente compreso da chi guarda dal
di fuori, che la Massoneria vive la tensione insoluta, ma rettamente in ciò costruttiva,
di esoterismo e di razionalismo.
Bloch, che ha studiato con acume le correlazioni storiche del rosacrocianesimo con la
Massoneria, dice:
Per quanto vecchio sia il nome dei Rosenkreuzer e per quanto lontano si possa andare
indietro con lemblema dei miti utopizzanti o utopistici, solo Andreae con le Nozze
Chimiche ha dato a esse il senso dellAlchimia superiore, dellelevazione
delluomo. Si deve andare ancora avanti in questa connessione caratteristica perché,
attraverso lanello di congiunzione della «riforma generale» di Andreae, si cerca
una mediazione fra qualcosa di solare, devidente, come lIlluminismo, questo
faro di luce contro la superstizione. Perché lenfasi della luce, come la nascita
del progressivo processo della luce (oro) nasce dallalchimia e lilluminismo è
originariamente un concetto alchimistico, proprio come «Processo» e «Risultato».
Capovolto, invece, sorge lo strano legame fra Massoneria, Illuminismo e Occultismo.
Andreae ha già mescolato la sua Fraternità con riti magici. Laureo sogno di una Societas
humana trovò le sue conventicole alchimistico filantropiche in Germania, ma anche
nella sorprendente Inghilterra, per gli interi secoli 17° e 18°. Ci fu una «Fraternità
della Ruota Celeste per la restaurazione di una medicina ermetica e della filosofia». Ci
fu il Collegium lucis, con un sogno misto, sociale e cosmologico, seguace di
Andreae e fondato da Comenius, e tutte queste sezioni dettero origine alla Croce + Rosa, o
alla Alchimia superiore. Tutti vollero volgere il decorso della società come quello della
natura verso uno stato paradisiaco dove leguaglianza della società reale o della
società non caduta, letà delloro, erano un tutto unico. 33
Lopera basilare di Schick Il Rosacrocianesimo più antico, chiaramente
concepito come «Contributo alla storia sulle origini della Massoneria» tende,
diversamente dagli scritti di Bloch, di carattere escatologico, a una interpretazione
globalmente obiettiva. La Fraternità di Andreae è, secondo Schick, una «comunità
educativa con una visione religiosa del mondo» che si presenta sotto la veste delle
circostanze storiche. Essa viene incontro, apparentemente e visibilmente, allimpulso
verso le scienze occulte allo scopo dusarlo come stimolo verso una sapienza
superiore e trasformarlo, rapidamente e radicalmente, nella ricerca di una visione del
mondo conforme allo spirito cristiano del tempo 34.
Se sosserva meglio, gli scritti rosacrociani invitano alla fondazione duna
fratellanza di precursori che intende trasformare il quadro del mondo medioevale. Andreae
auspica una sintesi di cristianesimo luterano e di conoscenze naturali moderne. Egli vuol
unire «la fede cristiana e tutta la sapienza delluomo in una nuova visione
dellumanità e del mondo» 35.
Dio è conosciuto mediante la Bibbia altrettanto come dal fondo inesauribile della natura.
La Pansofia si nutre dentrambe le fonti, totalmente equivalenti 36. Mentre Andreae ritiene unificabili
alla base la scienza proveniente dal mondo dellempirismo baconiano 37, e la sapienza divina, da un punto di
vista religioso, egli perviene a una moltitudine di possibilità che sono precluse alle
chiese essoteriche.
Grande attenzione è dedicata da Schick al ruolo storico ideologico di Comenius, relativo
alla formazione della Massoneria, e in particolare al suo pensiero umanitario, derivato
dallideale pansofico del Rosacrocianesimo. Comenius, dice Schick, non è solo un
elemento mediatore fra Andreae e «coloro che furono i padrini alla nascita della
Massoneria inglese, ma anche e soprattutto il ponte fra lideologia Rosacrociana e la
Massoneria organizzata. Da Andreae egli ha preso la fiaccola e dal continente lha
portata nelle isole britanniche» 38.
Gli Antichi Doveri di Anderson e i regolamenti redatti da Comenius per i Fratelli
boemi presentano inequivocabilmente analogie 39.
Lo stesso vale per il linguaggio figurativo di architettura biblica di Comenius e quello
del Massone 40. Nel richiamo diffuso
dal 1666 in Germania, in Olanda e in Inghilterra, che doveva arrivare a Cristiani ed
Ebrei, Turchi e Pagani, Comenius era decisamente avviato alla trasformazione della
società, e precisamente basandosi su concetti pansofici o umanitari (due termini
equivalenti).
Quando egli parla della «comunità generale di Cristo», intende «Il Tempio della
Saggezza», e aggiunge: «dato però che questopera, cioè il tempio della saggezza,
non deve servire solo ai cristiani, ma a tutti coloro che sono nati uomini, affinché
possa avere forza per ispirare e convincere glincreduli (se ciò piace a Dio), la si
potrà, forse meglio, chiamare Pansofia umana» 41.
Lidea della tolleranza in campo di fede è penetrata nella Massoneria attraverso
Andreae e Comenius. Un notevole contributo è derivato dallatmosfera specifica del
pensiero illuministico deistico dellInghilterra del 17° secolo. Da ricordare,
accanto ai successivi «Liberi Pensatori» Herbert di Cherbury (1583-1648), che nei suoi
lavori De Veritate (1624) e De Religione Gentilium (1645) aveva cercato, in
accordo con Comenius, di scoprire un nucleo inafferrabile di tutte le religioni 42. Il Deismo nascondeva, sia con Comenius
sia con gli autori inglesi, la sua origine cristiana: esso si comportava indifferentemente
nei riguardi della positività storica delle religioni e al dogma preferiva il contenuto
etico. La Fratellanza universale umana progettata da Comenius anticipa lidea
massonica della catena dunione fra i Fratelli di tutto il mondo 43. Lo stesso vale per il nuovo indirizzo
che la già vecchia simbologia di luce conserva nella Massoneria, nonché per il pensiero
costruttivo che Fludd, come erede dei Rosacroce, ha introdotto nelle Logge 44.
Il presente articolo, inevitabilmente lacunoso, tratta alcuni punti di vista che sono
emersi nelle più recenti discussioni su un tema dinteresse non solo storico, ma
altamente attuale. Esso riguarda tutte le domande circa il luogo dorigine e i
compiti della Massoneria odierna.
|