PER NOI, LA MASSONERIA
Per noi, la Massoneria non può e non deve ricollegarsi
ad alcuna opinione filosofica particolare, [...] essa
non è più spiritualista che materialista, non più deista
che atea o panteista, nel senso che si attribuisce ordinariamente
a queste diverse denominazioni, poiché
essa deve essere puramente e semplicemente la Massoneria. Ciascuno dei suoi membri, entrando nel Tempio,
deve spogliarsi della sua personalità profana, e
fare astrazione da tutto ciò che è estraneo ai princìpi
fondamentali della Massoneria, princìpi sui quali
tutti devono unirsi per lavorare in comune alla
Grande Opera della Costruzione universale.
Palingénius, 1910.
Pubblicazione consacrata alla Massoneria, La
Lettera G si fonda sui dati e sui princìpi tradizionali
rimessi in luce da René Guénon e sul corpus
massonico indissociabile dalla sua opera, essa
stessa dedicata all’Unità essenziale del Principio
che regge ogni esistenza sotto la diversità delle
forme esteriori. Tale rivista intende così essere
l’espressione di una partecipazione, per modesta
che sia, all’intelligenza dell’Ordine e alla realizzazione
delle sue finalità. Essa si rivolge a tutti
coloro i quali, a qualunque tradizione appartengano,
abbiano preso coscienza della necessità di
penetrare la scorza esteriore per avvicinarsi alla
verità profonda che vi è celata, e per avanzare in
maniera più sicura lungo il «sentiero», la via
stretta, la via interiore che, per coloro che
l’hanno intrapresa, è anche la «Via Reale». Né
cappella né antenna, La Lettera G non dipende
da alcuna struttura, obbedenziale o d’altro genere.
La Massoneria è oggi, col Compagnonaggio,
la sola forma iniziatica occidentale che possa «rivendicare
un’origine tradizionale autentica e
una trasmissione iniziatica reale». A questo titolo
– e nonostante le vicissitudini subite nel corso
del tempo a seguito dell’oscuramento spirituale
che accompagna inevitabilmente la discesa ciclica
–, essa permane sempre, in se stessa, indipendente
da tali contingenze, e gravida delle
«possibilità senza numero» che serba in seno,
forte del suo simbolismo di ordine universale e
delle eredità che ha raccolto. È per questo che
non va confuso l’Ordine in sé con le individualità
che lo compongono o lo rappresentano esteriormente
e in modo passeggero, e la cui azione,
quando non sia conforme ai princìpi, non può
toccarlo.
È giocoforza constatare che le raccomandazioni
e gli avvertimenti formulati da René Guénon
nel corso della sua vita non hanno risvegliato molte coscienze tra i Massoni, né suscitato le reazioni che il loro autore pure richiamava
con insistenza e gravità. La lettura della sua
opera incita nondimeno a rivolgere alla Massoneria
uno sguardo svincolato dalle suggestioni
dissolventi del mondo profano e a riconoscere
in essa un’organizzazione autenticamente iniziatica,
di là dalle apparenze di cui si riveste il tradizionalismo
da salotto – contraffazione parodistica
del vero spirito tradizionale – o il modernismo
di coloro che pretendono di «attualizzare»
l’Ordine, mentre non fanno altro che spogliarlo
del suo autentico patrimonio tradizionale. Perché
se esiste, in Occidente, un ambiente propizio
al recepimento di tale opera, nel modo auspicato
dal suo stesso autore, questo ambiente è
proprio la Massoneria.
Per tali ragioni La Lettera G è dedicata a colui
che, attraverso i suoi scritti, ne ha suscitato la nascita
e l’orientamento, secondo quanto veniva esponendo sotto lo pseudonimo di Palingenius – con le cui parole si apre questo numero – già nel
1910, e che nulla ha perduto della sua attualità,
al contrario. Essa si prefigge lo scopo di promuovere
i princìpi tradizionali nella loro applicazione
all’Arte Reale e nella loro più «giusta e
perfetta» conformità al piano del «Grande Architetto
dell’Universo», identico a Vishwakarma della tradizione indù, lo Spirito della «Costruzione
universale» e della geometria misteriosa
dei «Grandi Architetti d’Oriente e d’Occidente
». Con tale intento, essa non vuole trascurare
alcuna possibilità suscettibile di porre in luce i
preziosi depositi iniziatici accumulati da tempo
immemorabile nell’Arca massonica; essa spera
inoltre di riunire i contributi più significativi che
l’opera di René Guénon ha suscitato e ancora
suscita, in particolare negli ambienti massonici,
al fine di favorire uno scambio il cui obiettivo
primario è «riunire ciò che è sparso». Infine,
essa avrà a cuore il rilevare, all’occorrenza, i tentativi
d’intrusione delle «tenebre esteriori» nel
Tempio.
La Lettera G si augura che i suoi lettori possano
trovare, nelle sue pagine, un incoraggiamento
ad approfondire la conoscenza dei dati
tradizionali fondamentali esposti da colui che
fu, per tutta la vita, anche il Fr\ René Guénon, il
quale non cessò di ricordare che «nulla di ciò
che è compiuto in quest’ordine può mai andar
perduto».
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