Il timpano che sovrasta il portone è un triangolo col vertice aperto a 108 gradi come
il Delta Luminoso che è allOriente del Tempio massonico sul trono del
Maestro Venerabile. Ciò rende evidente
che il Delta Luminoso affonda le radici nella più remota
tradizione. In tale triangolo isoscele infatti è racchiuso il numero doro 1,618,
detto anche Firma di Dio, rappresentato dal rapporto tra la base del triangolo ed
uno dei suoi lati. Nel timpano di Castel del Monte era racchiuso altresì un bassorilievo
di cui non si fa menzione in nessuno scritto, ma che sintuisce osservando le tracce
delle evidenti scalpellature operate per rimuoverlo o per distruggerlo.
Entriamo nel
castello; la prima sala è oggi destinata alla biglietteria e se alziamo gli occhi
scorgiamo nella chiave di volta una ghirlanda o corona vegetale. Per uscire nella corte
dobbiamo entrare prima nella sala accanto, indi attraversare una porta che si presenta al
nostro sguardo arricchita da un fastoso portale. Varchiamo la soglia e dinanzi a noi si
presenteranno, sempre nel cortile, altri due portali fastosi, ma se ci voltiamo a guardare
il varco dal quale siamo passati constateremo che il portale
fastoso che abbiamo attraversato è disadorno dallaltro
lato, ossia dal lato che ci lasciamo alle spalle. Il significato di questo primo messaggio
è che procedendo nel percorso iniziatico del castello si va verso la bellezza della
spiritualità lasciando dietro di noi una profanità disadorna. A conferma di ciò, ossia
che procedendo troveremo dinnanzi sempre il bello e lasceremo indietro sempre il brutto,
ci sono gli altri due portali affacciati sul cortile che, fastosi dinanzi a noi, dallaltro
lato sono disadorni e poveri.
Entriamo
quindi nel portale a sinistra e ci troveremo nella sala che presenta quale chiave di volta
la maschera del Bafometto, simbolo templare, che è un invito alla meditazione. Si passa
nella sala a sinistra che reca sul pavimento un tracciato magico. Qui trascrivo per intero
quanto scrive Jorg Sabellicus in Magia pratica di circa la disposizione di una
sala destinata a pratiche misteriche: «Disegnato al centro della sala un cerchio, lo si
racchiude in un doppio quadrato, tracciato a una certa distanza da esso, con gli angoli
disposti in direzione dei punti cardinali. La distanza tra i due quadrangoli deve essere
di circa quindici centimetri. Intorno ad ogni angolo si deve disegnare un altro doppio
circolo... Fuori del circolo è acceso un fuoco di carbone sul quale dovranno bruciare dei
profumi».
Nella sala in cui siamo entrati cè il doppio quadrato, gli angoli sono
esattamente orientati verso i punti cardinali, vi sono i quattro cerchi agli angoli e vè
il camino per bruciare i profumi. In più, al di fuori dei quadrati vè un mosaico,
oggi ve ne sono solo tracce, che ripete infinite volte il sigillo di Salomone, ossia i due
triangoli equilateri sovrapposti, uno col vertice in alto, laltro in basso e con le
significazioni note (vertice in alto: montagna, Sole, fuoco, uomo; vertice in basso:
grotta, Luna, acqua, donna) ossia tutta la realtà al di fuori della dimensione magica. In
questa sala, al centro, si colloca il mago racchiudendosi in un cerchio che attualmente
manca, ma può essere tracciato di volta in volta con la farina dal mago stesso. Nei
quattro cerchi agli angoli si collocano gli adepti (il cerchio protegge dalle forze del
male), nel camino si bruciano i profumi e il seguito della cerimonia (che è un rito di
purificazione) si ignora trattandosi di un rito misterico. Liniziando, purificato
dal rito magico, si reca al piano superiore salendo per la scala a chiocciola che si apre
nella torre cui si accede dalla stessa sala. Tale scala gira verso sinistra come la Terra
nei suoi moti di rotazione e rivoluzione (ciò sempre per essere in armonia con ìl cosmo
secondo una preoccupazione costante degli antichi). La torre è quella collocata
esattamente a Sud in contrapposizione al Nord, ossia alla notte, alle tenebre perché liniziando
compie il suo viaggio verso la luce. La porta è apribile solo dalla parte della torre,
ossia chi deve salire deve essere accettato. Alla sommità della scala accade la stessa
cosa: per entrare qualcuno deve aprire.

Alla sommità della torre vi è una piccola volta sorretta da sei costoloni a loro
volta sostenuti da sei telamoni (uomini accovacciati, nudi, con valore simbolico). Tre di
essi sono vecchi, tre giovani, tre guardano in alto, tre in basso, tre mostrano il sesso,
tre lo celano e qui il simbolismo è evidente: il passato, il futuro, il cielo, la terra,
la presenza e lassenza del seme fecondo. Uno dei sei telamoni ha in bocca due dita,
lindice e il medio della mano sinistra. Nel simbolismo lindice è la vita, il
medio è la morte e la bocca è il fuoco. 2 come dire alliniziando che la sua vita e
la sua morte da quel momento (la scelta della vita iniziatica) dovranno passare per la
prova del fuoco.
La scala conduce liniziando nella sala accanto alla sala principale, quella che
affaccia ad Est, dove sorge il Sole, quindi dove nasce la luce, quella luce dello spirito
che liniziando è venuto a cercare. Da questa sala principale può vedersi (meglio
dire poteva vedersi, perché è andato distrutto) attraverso la fìnestra che affaccia nel
cortile, esattamente sulla parete di fronte, il bassorilievo che rappresentava una donna
vestita alla greca che riceveva lomaggio di cavalieri. Tale donna è SOPHIA,
ossia la conoscenza ed esattamente la conoscenza iniziatica. Nella chiave di volta della
sala cè la testa di un vecchio con la bocca socchiusa e sta a rappresentare il
soffio divino.
Qui liniziando viene iniziato e nella cerimonia, che poteva aver luogo allalba
dellequinozio, quando il Sole sorgente baciava col suo primo raggio la donna del
bassorilievo, una sacerdotessa in carne ed ossa (Sophia) poteva baciare in fronte liniziato.
Sui sedili che circondano la sala sedevano i partecipanti alla solenne cerimonia. Ora liniziato
è in grado di capire i simboli che sono nel castello. Egli passa nella sala accanto dove
nella chiave di volta vi sono quattro delfini stilizzati
, simbolo della rigenerazione dellanima che giunge nel porto
della salvezza attraverso le acque dellesistenza, quindi ACQUA.
Procede nella sala successiva dove la chiave di volta reca quattro testine con la bocca
aperta come se soffiassero: ARIA.
Nel passare nella sala seguente attraversa una porta che ha un architrave triangolare
in cui langolo al vertice del triangolo isoscele è aperto a 147 gradi. Questo è langolo
interno di un endecagono, poligono a undici lati, e lundici, secondo S. Agostino, è
lunione centrale del cielo (cinque) con la terra (sei). È chiaro il significato
della tappa raggiunta dalliniziato. Tale concetto di raggiunta unione del cielo e
della terra è ribadito alliniziato quandegli scende al piano terra dalla
scala della torre detta del «falconiere» collocata a Nord-Ovest (tramonto del Sole al
solstizio destate). Qui il voltino della scala ha tre costoloni, due di essi sono
sorretti da due teste, una femminile e laltra maschile. Il terzo costolone non ha
più sostegno perché totalmente scalpellato di proposito. Che cosa rappresentava? Quella
mensola era tanto scomoda a qualcuno, tanto importante, tanto significativa?
Il sospetto è legittimo se si pensa che lo spazio che doveva
essere occupato da tale sostegno è per tutta la durata del giorno illuminato da un
rettangolo di luce proveniente da una monofora collocata esattamente di fronte. Quindi tra
luomo e la donna vera qualcosa che veniva evidenziata dalla luce, quasi
indicata. Era per caso lAndrogino, formula arcaica della consistenza di tutti gli
attributi nella unità divina e nelluomo perfetto quale è esistito alle origini e
deve diventare nel futuro? Era lAndrogino presentato dalle dottrine gnostiche
cristiane come lo stato iniziale che deve essere riconquistato?
Era quellAndrogino simbolo di divinità, pienezza,
autarchia, fecondità, creazione, unione del celeste col terrestre? Erano, tradotte in
pietra, le parole di Tommaso nel Vangelo apocrifo: «E se farete il maschio e la femmina
in uno, perché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina,
entrerete nel regno dei cieli»?
Modo pittoresco di riproporre lunione centrale del cielo e della terra che S.
Agostino aveva, altrettanto pittorescamente, condensato nel numero undici. Al piano
inferiore liniziato trova in una chiave di volta il fiore di loto ad otto petali
simbolo della TERRA (i quattro punti cardinali più i quattro punti
solstiziali dove sorge e tramonta il Sole). Segue una chiave di volta che reca un fiore
con petali e foglie seghettate come fiammelle: il FUOCO. I quattro elementi
sono completi. Da qui liniziato si accinge ad uscire nel cortile e, come detto in
precedenza, si trova davanti i portali disadorni nel rovescio, sia quello che immette nel
cortile, sia quello che dal cortile ammette nella sala antistante lingresso
principale.

E il ritorno verso la profanità disadorna. Una volta fuori dal castello, liniziato
si volge a guardare il portale principale e ora, che ha imparato a leggere i simboli e ne
ha capito il linguaggio «in superioribus», vede il portale nella sua essenza: la stella
a cinque punte, concentrato della Firma di Dio, la divina proporzione, ed in essa luomo
di Agrippa di Nettesheim, ossia luomo che attraversa la porta che lo conduce verso
la grande avventura dello spirito. Ormai egli è in grado di comprendere anche il
significato delle cinque cisterne sulle torri senza una funzione pratica (ACQUA)
e dei cinque camini del castello (FUOCO): «Oggi io vi battezzo con lacqua,
ma verrà chi vi battezzerà col fuoco», le parole di Giovanni nel Vangelo di Luca, come
dire: nella vita iniziatica non basta più il battesimo dellacqua, ma occorre il
battesimo del fuoco.
Liniziato comprenderà inoltre il significato della stella Vega visibile in cielo
al centro del cortile del castello a mezzanotte del solstizio destate e quindi della
festa di S. Giovanni. Essa, che fu stella polare tredicimila anni fa e lo sarà ancora tra
tredicimila anni, quindi stella di riferimento, stella guida, ammonisce chi intraprende il
viaggio verso la dimensione iniziatica a volgere sempre gli occhi verso il cielo, unica e
sola guida sicura sulla strada dello spirito. Ultimo messaggio che il Castello dava alliniziato,
già uscito, veniva dalla saracinesca del portale che, scendendo lentamente e chiudendo il
varco dellingresso come si chiude una bocca, ammoniva al SILENZIO sullesperienza
vissuta.